Magistrati e rappresentanze sociali a confronto su lavoro nero, caporalato e diritti dei migranti
Sicurezza sul lavoro, sfruttamento della manodopera e caporalato: sono stati questi i temi centrali dell’incontro che si è svolto venerdì scorso a Napoli, promosso dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello, con l’obiettivo di affrontare le gravi criticità che colpiscono i settori più vulnerabili della regione Campania, in particolare edilizia, tessile e agricoltura.
A guidare i lavori è stato il procuratore generale Aldo Policastro, affiancato dall’avvocato generale Simona Di Monte e da un pool dedicato composto dai sostituti procuratori generali Paola Correra e Aquilina Piciocchi, impegnati a coordinare le azioni giudiziarie sul tema.
All’incontro hanno preso parte i principali rappresentanti del mondo sindacale e datoriale. Per la CGIL erano presenti il segretario generale per Napoli e Campania Nicola Ricci, Giuseppe Metiterio, Fabio Giuliani della Federazione Agroalimentare, Angelo Lustro per la Federazione Trasporti e Logistica, Vincenzo Maio per la Federazione degli Edili e Carmine Bonanni per l’Ufficio Stampa. A rappresentare la CISL è stato Luca Barilà, mentre per la UIL ha partecipato il segretario regionale Ciro Marino. Presenti anche Marco Sansone e Adolfo Vallini per l’USB, Giampiero Bellusci per l’UGL e Domenico Quintavalle per la confederazione Cobas.
Per la parte datoriale, erano presenti Tommaso Maglione di Confedilizia, Luigi Della Gatta, Angelo Lancellotti e Daniela Segreti per ACEN, Luigi Muto per Confcommercio, Raffaella Capuano per ANICAV, Teresa D’Onofrio per Coldiretti, Maurizio Marzano e Paolo Cote per Confagricoltura, Gaetano Pascariello e Luca Pino per la CIA.
Dal confronto è emersa una forte richiesta condivisa: quella di avviare una vera e propria rivoluzione culturale sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro. Tutti i partecipanti hanno sottolineato la necessità di superare la logica dei cosiddetti “corsifici” – percorsi formativi di facciata e privi di contenuti reali – per puntare invece su una formazione seria, continuativa e di qualità, rivolta sia ai lavoratori che ai datori di lavoro. Ampio consenso anche sull’importanza di portare la cultura della sicurezza nelle scuole, educando le nuove generazioni al rispetto delle norme e alla consapevolezza dei propri diritti.
Altro nodo critico è stato quello dei controlli: i presenti hanno segnalato come oggi si registrino spesso sovrapposizioni ispettive in alcune aree e gravi carenze in altre. Per questo è stato auspicato un rafforzamento del coordinamento tra gli enti preposti e una pianificazione più efficiente degli interventi, affinché ogni ispezione porti a un concreto miglioramento delle condizioni lavorative.
Forte la preoccupazione condivisa per le situazioni più gravi che coinvolgono lavoratori non sindacalizzati e impiegati in aziende che non aderiscono ad alcuna associazione datoriale. In questi contesti, spesso sommersi, proliferano il lavoro nero, l’assenza di tutele e forme di reclutamento opache gestite da intermediari senza scrupoli, che approfittano della vulnerabilità dei lavoratori, in particolare stranieri.
Tra le proposte concrete emerse nel corso dell’incontro, è stata ribadita l’importanza dell’istituzione di sportelli multilingue per l’assistenza ai lavoratori migranti, come quello già previsto dall’Ispettorato del Lavoro dell’Area metropolitana di Napoli, e l’avvio di servizi dedicati di trasporto e alloggio per i lavoratori stagionali, soprattutto nei comparti agricolo e tessile. Inoltre, è stata sollevata la questione della semplificazione delle procedure per il rilascio e il rinnovo dei permessi di soggiorno, che oggi rappresentano un ostacolo reale per moltissimi lavoratori stranieri, a causa di tempi burocratici spesso insostenibili.
L’incontro si è chiuso con un impegno comune: quello di rafforzare il dialogo tra istituzioni, sindacati e imprese sane per costruire un fronte compatto contro ogni forma di illegalità e sfruttamento. Un’alleanza necessaria per riportare al centro la dignità del lavoro e garantire, finalmente, sicurezza e diritti per tutti.
Red

