Operatori sanitari e attivisti scendono in campo contro il genocidio a Gaza: presidio finale alla Prefettura
Una giornata di mobilitazione civile e politica ha attraversato oggi la città di Napoli in solidarietà con la resistenza del popolo palestinese e contro la catastrofe umanitaria in corso nella Striscia di Gaza. Due le iniziative principali: un’azione simbolica nei presidi ospedalieri cittadini e una manifestazione pubblica nel cuore del capoluogo.
All’Azienda Ospedaliera dei Colli – che comprende gli ospedali Monaldi, Cotugno e CTO – medici, infermieri, operatori sociosanitari e personale amministrativo hanno scelto di aderire a una giornata di digiuno collettivo. Con cartelli recanti la scritta “Digiuno contro il genocidio a Gaza”, hanno voluto esprimere la loro vicinanza alla popolazione civile colpita dai bombardamenti e ribadire l’impegno quotidiano alla cura, alla solidarietà e al rispetto della vita.

“Il digiuno è un simbolo di condivisione del dolore e di vicinanza concreta a chi lotta per la propria sopravvivenza in condizioni estreme – ha spiegato Anna Iervolino, direttrice generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli –. Un atto collettivo che vuole rompere il silenzio e unirsi al coro di chi chiede pace, giustizia e diritti umani per tutte e tutti”.

“Non è vero che nessuno si muove; che a nessuno frega niente. Si, c’è una fetta di popolazione narcotizzata, ma anche un’altra che invece mostra la propria solidarietà di classe a chi è vittima di un massacro – afferma Marcoflavio Cappuccio, operatore sanitario – Se non lottiamo, mai niente cambierà. Non possiamo aspettare che siano sempre gli altri a farlo per noi. Se iniziamo ad impegnarci e metterci insieme, forse qualcosa può cambiare. Palestina libera dal fiume al mare!”

Nel tardo pomeriggio, dal centro cittadino è partita una seconda iniziativa: da largo Enrico Berlinguer si è mosso un corteo promosso da realtà politiche, associazioni e collettivi solidali con la causa palestinese. La manifestazione si è conclusa con un presidio davanti alla sede della Prefettura, dove i partecipanti hanno chiesto con forza l’interruzione della complicità istituzionale con l’occupazione e l’assedio di Gaza, oltre a un cambio di rotta nella politica estera italiana.
Striscioni, interventi dal megafono, momenti di silenzio e slogan hanno scandito il percorso del corteo, in una città che ancora una volta sceglie di far sentire la propria voce contro la guerra e al fianco dei popoli in lotta per la libertà.
CiCre
