Sindacato Sudd Cobas: “I marchi committenti non sono estranei ai fatti”
Grave episodio di violenza a Montemurlo, in provincia di Prato, dove alcuni lavoratori in presidio sono stati aggrediti mentre protestavano davanti alla fabbrica tessile L’Alba Srl. Secondo quanto denunciato dal sindacato Sudd Cobas, il pestaggio sarebbe avvenuto nelle prime ore di martedì e avrebbe coinvolto almeno 18 operai, in gran parte di origine pakistana, afgana e bengalese.
Uno dei lavoratori è rimasto ferito in modo serio ed è stato trasportato in ambulanza. Il sindacato accusa la titolare dell’azienda e persone a lei vicine di aver partecipato all’aggressione, come documentato da un video che circola online. Distrutto anche il gazebo utilizzato per il presidio, attivo da diversi giorni.
I lavoratori stavano manifestando contro il tentativo dell’azienda di esternalizzare nuovamente i contratti, dopo che solo pochi mesi prima erano riusciti a ottenere assunzioni dirette. In precedenza, gli operai erano formalmente inquadrati sotto un’altra società, con contratti legati al settore delle pulizie, nonostante svolgessero mansioni di cucitura e stiro per marchi della moda italiana.
Il sindacato denuncia “paghe da fame”, straordinari non retribuiti e sabati lavorati gratuitamente, oltre a un sistema di appalti e subappalti che scarica responsabilità e nega diritti. “I brand committenti non possono considerarsi estranei: quanto accaduto li riguarda direttamente”, affermano i rappresentanti di Sudd Cobas, lanciando un appello alla cittadinanza, alle istituzioni e alla società civile per una reazione collettiva.
La situazione solleva nuovamente interrogativi sulle condizioni di lavoro nella filiera della moda Made in Italy e su un sistema che, secondo il sindacato, “punisce chi alza la testa”.
Red

