Il Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza, nell’ambito di un’inchiesta del pm Paolo Storari, ha eseguito un decreto di sequestro preventivo d’urgenza
La Procura di Milano continua a promuovere inchieste per scovare e reprimere imprenditori senza scrupoli che evadono il fisco e sfruttano i lavoratori.
Il Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di finanza di Milano, nell’ambito di un’inchiesta del pm Paolo Storari, ha eseguito un decreto di sequestro preventivo d’urgenza per frode fiscale a carico di una società del settore della grande distribuzione organizzata, Aspiag service srl, concessionaria del marchio dei supermercati Despar, per un valore di circa 8 milioni di euro.
L’indagine, come molte altre coordinate dalla Procura milanese, ruota intorno al fenomeno della “somministrazione illecita di manodopera” e i cosiddetti “serbatoi» di lavoratori”. In particolare, dalle indagini, che hanno accertato anche l’utilizzo di presunte false fatture, è emerso che i rapporti di lavoro “con la società committente”, spiega il procuratore Marcello Viola in una nota, sono stati “schermati” da “società “filtro” che a loro volta si sono avvalse di diverse società cooperative (società “serbatoio”), che hanno “sistematicamente omesso il versamento dell’Iva” e degli “oneri di natura previdenziale e assistenziale”.
Il presunto schema “di carattere fraudolento” messo in atto da Aspiag service srl, concessionaria del marchio dei supermercati Despar per il Triveneto, la Lombardia e l’Emilia Romagna con circa 250 punti vendita e 316 negozi affiliati, “dura da numerosi anni e ha comportato non solo il sistematico sfruttamento dei lavoratori ma anche ingentissimi danni all’erario”. Lo scrive il pm di Milano Paolo Storari nel decreto di sequestro preventivo d’urgenza a carico della società, con sede legale a Bolzano.
Indagine in cui risulta indagato l’amministratore delegato di Aspiag Christof Rissbacher, oltre ad Antonio Suma, gestore di una serie di cooperative-serbatoi di manodopera, destinate al fallimento dopo che Suma – scrive il pm – le aveva ampiamente spogliate di ogni risorsa trasferendo il denaro su conti svizzeri.
La «figura» di Suma era già emersa nelle indagini sui casi Geodis e Brt e anche in quest’ultima inchiesta su Aspiag sono venute a galla sue società, come Mag servizi e Delivery one, coinvolte nel presunto meccanismo di “somministrazione illecita di manodopera”

