La battaglia di Margherita Napoletano (CUB) e il report del Ministero. Corteo interno e sciopero della fame per chiederne il reintegro
Un licenziamento che ha il sapore amaro della ritorsione e che ha trasformato le corsie dell’ospedale San Raffaele di Milano in un terreno di scontro aperto. Margherita Napoletano, rappresentante sindacale del CUB (Confederazione Unitaria di Base), è stata sollevata dal proprio incarico con motivazioni ritenute da lavoratori e colleghi del tutto pretestuose.
La sua “colpa”? Aver alzato la voce per denunciare ciò che molti vivono ogni giorno sulla propria pelle: la pesante carenza e l’inadeguatezza del personale infermieristico all’interno della struttura.
La denuncia e i controlli del Ministero
Il punto di rottura risale al ponte di Sant’Ambrogio del 2025, quando la carenza di organico aveva fatto sfiorare la tragedia in reparto. Un’iniziativa, quella della sindacalista, promossa con un obiettivo chiaro: tutelare la sicurezza e la salute dei pazienti del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), quelli che non accedono alle prestazioni private a pagamento (“solventi”), ma che dipendono interamente dalla tenuta della sanità pubblica.
A dare ragione alla battaglia della Napoletano sono arrivati anche gli esiti degli accertamenti del Ministero della Salute, che hanno confermato come i vuoti d’organico non fossero un episodio isolato o legato alle festività, ma una criticità strutturale che si protraeva ormai da mesi.
“Margherita ha fatto semplicemente il suo dovere di lavoratrice e rappresentante sindacale: ha difeso la salute pubblica e il diritto alle cure giuste per tutti. Trasformare chi denuncia un disservizio in un bersaglio da eliminare è un segnale gravissimo”
Iniziative di lotta: dai cortei allo sciopero della fame
La reazione del personale e del sindacato non si è fatta attendere. La solidarietà nei confronti di Margherita Napoletano è stata immediata e rumorosa, trasformandosi in una vera e propria mobilitazione. Nella giornata di oggi, i lavoratori hanno sfilato tra i corridoi e gli spazi della struttura per chiedere il reintegro immediato della collega. Alcuni dipendenti hanno avviato uno sciopero della fame simbolico come gesto estremo di protesta contro un provvedimento ritenuto inaccettabile.
La Sanità Pubblica è un diritto
Il caso di Margherita Napoletano riporta al centro del dibattito nazionale il tema della tenuta del SSN e della tutela dei diritti di chi opera in prima linea. La battaglia al San Raffaele non riguarda solo il posto di lavoro di una sindacalista coraggiosa, ma il principio stesso secondo cui la cura e la sicurezza dei pazienti devono venire prima dei tagli e delle logiche aziendali. La mobilitazione prosegue: la parola d’ordine resta una sola, il ritiro immediato del licenziamento.
Alessandro Manna

