Migranti sfruttati nei campi in Calabria, colpita la cricca dei caporali

Coinvolti titolari di aziende agricole e cooperative

In Calabria vasta operazione dei carabinieri di Reggio Calabria, coordinata dalla Procura di Palmi, che hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare a carico di numerose persone ritenute responsabili, a vario titolo, di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. E’ stata colpita una rete di caporali, composta da cittadini di origine centrafricana, all`epoca dei fatti domiciliati nella baraccopoli di San Ferdinando e nel comune di Rosarno, che, in concorso con i titolari di aziende agricole e cooperative del settore della raccolta e della vendita di agrumi nella Piana di Gioia Tauro, erano dediti all’intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro ai danni di braccianti agricoli di origine extracomunitaria, nonché al favoreggiamento e allo sfruttamento della prostituzione di donne di origine africana. Significative le dichiarazioni del Procuratore di Palmi Ottavio Sferlazza durante la conferenza stampa convocata dopo gli arresti di stamani: “C’è compiacimento per un’operazione che ha posto fine ad un fenomeno terribile di sfruttamento. Rimane però l’amarezza di dovere prendere atto ancora una volta della funzione supplente che la magistratura svolge e registriamo l’assenza di scelte politiche che dovrebbero risolvere e prevenire questi fenomeni assicurando a questa gente condizioni di vita dignitose che potrebbero esporli a minori pericoli“. Si è trattato di un’operazione importante – ha aggiunto Sferlazza – perché ha consentito di assicurare alla giustizia personaggi senza scrupoli, sia caporali di origine africana sia datori di lavoro titolari di aziende agricole nella piana di Gioia Tauro. C’è compiacimento per un’operazione che ha consentito di smantellare questa struttura che sfruttava persone che già si trovano in una situazione di estremo disagio sociale e emarginazione”. “A distanza di anni, dopo i morti che ci sono stati nelle varie tendopoli e baraccopoli per gli incendi a tutti noti – ha concluso il procuratore di Palmi – purtroppo dobbiamo registrare che questo fenomeno di sfruttamento continua, sicuramente alimentato e favorito dalla situazione di degrado in cui questa gente continua a vivere ormai da anni”.

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