Parola al presidente Dilma Rousseff per la consegna del boss cutoliano arrestato a maggio dopo 30 anni alla macchia

NAPOLI – La prima sezione della Corte di Cassazione brasiliana ha autorizzato oggi l’estradizione in Italia di Pasquale Scotti, il boss della Nco arrestato dopo 30 anni di latitanza nel maggio scorso a Recife. Lo riferiscono diversi media locali, tra cui l’agenzia Ebf. Tocca al presidente Dilma Rousseff ora ratificare la decisione. La stampa brasiliana sostiene che “il governo italiano si è impegnato ad applicare la massima pena di 30 anni di carcere”, la pena massima prevista in Brasile. “E ‘stato anche deciso – aggiungono i media – che i primi due anni di carcere in Italia saranno eseguiti in isolamento”. Un dettaglio che apre un giallo sulla richiesta di estradizione avanzata dall’Italia, perché Scotti ha una condanna all’ergastolo e confessò diversi omicidi durante la fase della sua collaborazione con la giustizia, precedente alla misteriosa fuga dall’ospedale civile di Caserta. Una pagina riaperta da indiscrezioni pubblicate negli ultimi giorni sul Fatto Quotidiano, secondo cui il camorrista avrebbe ammesso davanti agli inquirenti sudamericani di essere fuggito grazie alla complicità dei carabinieri. La linea difensiva dell’ex latitante è quella di essere scappato in Brasile per sfuggire al pericolo di essere ucciso in Italia, in virtù dei segreti di cui è testimone. A partire da quelli della trattativa tra Stato e Camorra per la liberazione dell’assessore democristiano Ciro Cirillo, rapito dalle Brigate Rosse nel 1981.

 

LA DIFESA – Per evitare l’estradizione, la difesa di Scotti aveva sostenuto che l’uomo è un ”perseguitato politico” e che ”fuggì dall’Italia per non essere ucciso in prigione”. I legali hanno sostenuto che il boss non ha precedenti criminali in Brasile e che non avrebbe avuto più contatti con l’Italia. Infine hanno dichiarato che dovrebbe restare nel paese d’adozione per far crescere i figli di 5 e 13 anni, avuti dalla compagna brasiliana. Il giudice relatore Luiz Fux ha sottolineato che non si può parlare di persecuzione politica, poiché gli omicidi di cui Scotti è accusato rientrano tra i reati comuni. Circa i figli, Fux ha precisato che la discendenza brasiliana acquisita da Scotti non impedisce l’estradizione. I giudici hanno tuttavia condizionato l’estradizione alla riduzione della pena per Scotti in Italia a 30 anni, periodo massimo in cui una persona può restare in carcere in Brasile.

 

 

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