Matteo Renzi: “Torneranno i tecnici al governo, ho impedito accordo Pd-M5S”

L’ex premier racconta a Bruno Vespa i retroscena del fallimento della trattativa avviata con i pentastellati dopo le elezioni del 4 Marzo

Matteo Renzi annuncia l’imminente costituzione di un governo tecnico e racconta particolari inediti sulla trattativa Pd-M5S subito dopo le elezioni del 4 Marzo. L’ex premier, ammette di aver volutamente impedito la costituzione di un governo con i pentastellati. Lo racconta nel nuovo libro di Bruno Vespa ‘Rivoluzione. Uomini e retroscena della Terza Repubblica’. ”Sta andando tutto a carte quarantotto. Di qui a qualche mese torneranno i tecnici al governo. Quelli che io ho combattuto per ristabilire il primato della politica. Mi dispiace e mi preoccupa” -afferma Renzi, senza giri di parole.  L’ex presidente del consiglio, per la prima volta decide di ricostruire dettagliatamente il fallimento della trattativa con il Movimento 5 Stelle per la partecipazione del Pd al governo. “Quando la mattina del 5 marzo mi chiamò Franceschini per dirmi in modo sbrigativo che dovevo andarmene, capii che c’era una parte del Pd che fin dalla notte elettorale immaginava che noi dovessimo metterci d’accordo con i 5 Stelle. C’era un’ala della vecchia sinistra democristiana che si poneva di romanizzare i barbari” –  racconta Matteo Renzi. 

Ricordando i suoi incontri con gli emissari M5S, Renzi dice: “Avemmo un dialogo molto civile. Volevano un accordo che partisse da Di Maio premier. Non mettevano veti, anzi si auguravano che portassi la mia esperienza in Italia o all’estero. Manco morto, risposi, io non ci sono, noi non ci siamo”. “Appena vidi che si stava stabilendo una intesa tra Martina e Fico – prosegue Renzi – mi accorsi che si era creato un sistema. La strategia era molto chiara: mettevano la pallina dell’accordo su un piano inclinato, non rendendosi conto che nella base del Pd nessuno voleva l’accordo e speravano che fosse troppo tardi per dire no. Questa scelta sarebbe stata una follia e l’ufficializzazione del bipolarismo populista: Lega contro 5 Stelle e noi a fare i portatori d’acqua”. 

Renzi si sofferma anche sulla sconfitta elettorale: “Eravamo una diga contro il populismo e questa diga è stata corrosa all’interno prima di essere distrutta da fuori. Il fuoco amico più che 5 Stelle ha sconfitto il Pd, chi mi ha fatto la guerra sono stati i miei, sempre. Di Maio e Salvini hanno potuto muoversi in totale libertà e autonomia. Io non ho ricevuto alcun sostegno. E’ una cosa sconvolgente”, conclude l’ex segretario dem.

Le Reazioni – Le affermazioni di Renzi, contenute nel libro di Vespa di prossima uscita, non mancheranno di scaldare il clima congressuale e di aprire seri interrogativi sul futuro del Pd”. Lo dichiara Cesare Damiano, candidato alla segreteria del Partito democratico. “Se- continua– sono l’antipasto il clima congressuale si surriscalderà e si renderà sempre più chiara l’esigenza di scegliere senza equivoci e omissioni tra continuismo e discontinuità. Tutti parlano di discontinuita’, a parole. Noi, come LaburistiDem, la proponiamo nel nostro programma: discontinuità rispetto alla teologia del ‘partito leggero’, alla legge Fornero, al Jobs Act, a nuovi diritti universali per tutti i lavori della vecchia e della nuova economia e alle politiche per il Mezzogiorno”. “Chi la pensa allo stesso modo batta colpo. Cosi’ come non si puo’ ignorare il fatto che i comitati civici di Renzi non sono nient’altro che un Partito-Duplex. Possiamo fare finta di niente?”, conclude Damiano.

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