Magistrati onorari, richiesta di vaccinazione

L’Aimo: “Siamo esercenti servizi pubblici essenziali, particolarmente esposti poiché veniamo a contatto con centinaia di persone quotidianamente. Ma la categoria non gode di alcuna tutela sanitaria”

Sono senza tutela sanitaria, ed anche per questo da tempo protestano. Ora i magistrati onorari chiedono, almeno, di essere vaccinati. “Il paese ha un debito di riconoscenza nei confronti di giudici di pace, giudici onorari di tribunale e vice procuratori – afferma una nota dell’associazione di categoria Aimo -, i quali hanno esercitano le funzioni anche da 25 anni ed hanno continuato ad assicurare il funzionamento della giustizia anche durante i mesi più duri della pandemia e in settori delicati quali l’immigrazione e quello penale. Tali magistrati si sono ammalati e sono deceduti durante l’emergenza pandemica, ma nulla è stato riconosciuto loro ed alle loro famiglie, in quanto nel XXI secolo c’è ancora chi nel precariato presta un servizio essenziale, ma è privo di tutele previdenziali ed assistenziali, maternità, ferie, TFR. Inoltre, con la riforma che entrerà a regime quest’anno questi saranno retribuiti meno di un percettore di reddito di cittadinanza”. Quindi la richiesta all’autorità sanitaria.

“I Magistrati onorari chiedono pertanto – spiega la nota – di essere al più presto vaccinati in quanto esercenti servizi pubblici essenziali ed essendo particolarmente esposti poiché vengono a contatto con centinaia di persone quotidianamente, ma, come detto, non godono di tutela alcuna. La pandemia ha dimostrato che non è ulteriormente possibile rinviare. Il nuovo governo dia un segno di discontinuità col passato, emanando un Decreto legge di riforma della magistratura onoraria che garantisca piena dignità, la permanenza nelle funzioni ed il rispetto dei diritti costituzionali – in primis previdenziali ed assistenziali -, ancora oggi inopinatamente negati; in passato ciò non accadeva, ad es. la legge istitutiva dei Giudici Onorari Aggregati n. 276 del 1997 li prevedeva all’articolo 8”.

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