Mafia, l’ex senatore D’Alì condannato a 6 anni

Ribaltone nel processo d’appello bis dopo il rinvio della Cassazione

Nel giorno della condanna in appello per Nicola Cosentino, un’altra mazzata sul centrodestra. La corte d’appello di Palermo condanna a 6 anni Antonio D’Alì, ex senatore di Forza Italia ed ex sottosegretario all’Interno. Anche lui è imputato di concorso esterno in associazione mafiosa. La sentenza arriva nel processo d’appello bis, celebrato dopo che la Corte di Cassazione aveva annullato con rinvio la sentenza della Corte d’appello di Palermo. Quella pronuncia, a settembre del 2016, mandò assolto l’ex politico trapanese per le contestazioni successive al 1994, dichiarando prescritti i reati a lui contestati nel periodo antecedente a quella data. E oggi il ribaltone.  La richiesta della Procura Generale, rappresentata dal pg Rita Fulantelli, era stata di 7 anni e 4 mesi. La difesa aveva chiesto la piena assoluzione. D’Alì è stato interdetto legalmente per tutta la durata della pena, interdetto in perpetuo dai pubblici uffici e dichiarato incapace di contrattare con la pubblica amministrazione per i prossimi tre anni. Sessantanove anni, secondo l’accusa, nella sua attività politica ed istituzionale avrebbe “mostrato di essere a disposizione dell’associazione mafiosa Cosa nostra e di agire nell’interesse dei capi storici come il latitante Matteo Messina Denaro e Salvatore Riina” e di Cosa Nostra. Per l’organizzazione criminale avrebbe messo a disposizione “le proprie risorse economiche e successivamente il proprio ruolo istituzionale di senatore della Repubblica e di sottosegretario di Stato”.

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