Lavoratori Terme di Agnano infuriati: “Azienda e Comune vogliono imporci transazioni-capestro”

Una lavoratrice scrive al nostro giornale

Scendono sul piede di guerra i 27 lavoratori delle Terme di Agnano, azienda partecipata del Comune di Napoli. Nell’occhio del ciclone finiscono ancora una volta i  soliti verbali di conciliazione-capestro che vengono proposti ai lavoratori per ‘convincerli’ a rinunciare diritti acquisiti, accettare drastiche riduzioni salariali,  usando i licenziamenti come ‘spada di Damocle’. Metodi e comportamenti poco ortodossi. L’ente di Palazzo San Giacomo e le sue aziende partecipate si comportano come  veri e propri ‘Caporali di Stato’, utilizzando i verbali di conciliazione in modo disinvolto. Comportamenti e metodi  puniti  dalla magistratura. Significativa la recente sentenza del Tribunale del Lavoro di Napoli che ha annullato gli atti transattivi firmati dalle lavoratrici Napoli Sociale-Napoli Servizi. Atti transattivi annullati perchè il giudice ha rilevato pesanti condizionamenti nei confronti dei dipendenti. Ora nell’occhio del ciclone sono finiti i vertici di Terme di Agnano. In una nota inviata alla redazione de Il Desk, una lavoratrice denuncia la grave situazione aziendale. “L’ultima trovata del Liquidatore della società Massimo Grillo è di proporre ai dipendenti una riduzione salariale e un abbassamento dei livelli di inquadramento – scrive la dipendente –  Riduzioni in nessun modo eque in quanto si prevede un passaggio da contratti full time a part-time per solo 10 dipendenti ritenuti in esubero. Esubero creato per un organizzazione del personale quanto meno strana. Ai lavoratori oltre la riduzione di orario viene imposto, sempre e solo per 3-4 dipendenti,  anche un abbassamento del livello di inquadramento, con la conseguenza in alcuni casi di un dimezzamento dello stipendio”.

E stando ad alcune indiscrezioni, il liquidatore avrebbe formalizzato agli organismi competenti, la richiesta di aumento del suo stipendio.  Sorgono ‘spontanee alcune domande per il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris.  “Un liquidatore non dovrebbe liquidare i beni dell’azienda appunto per pagare i debiti pregressi, considerato che Terme di Agnano dispone di beni e terreni a cui molti hanno manifestato interesse per l’acquisto?” – domanda la lavoratrice.  E sempre a proposito di verbali di conciliazione capestro, la dipendente delle Terme evidenzia che “Nel mese di giugno del 2018 i dipendenti sono stati costretti a firmare un accordo sindacale presso l’ispettorato del lavoro in cui rinunciavano al 50% dello stipendio non percepito da febbraio 2018 al 30 giugno del 18 con la promessa che con lo spostamento di 27 unità presso un altra partecipata del comune di Napoli e precisamente Asia, la situazione economica delle Terme di Agnano si sarebbe via via delineata verso la vendita delle quote azionarie, cosa che non è avvenuta, anzi ancora non si è provveduto a fare una valutazione del valore di ogni singola quota e di conseguenza si è ben lontani dalla creazione di un bando di gara. Cosa si aspetta?” – continua la lavoratrice.  Le scelte politiche ed amministrative risultano poco chiare e molto ambigue. “Le Terme di Agnano hanno dato in gestione ad una società privata il Parco Del Benessere, con modalità che non sono chiare e pubbliche, modalità che tra l’altro lasciano quanto meno basiti visto che ad oggi si è scoperto che Terme di Agnano paga i costi di energia elettrica e di acqua salvo poi farsi ripagare dal suddetto privato, che ad oggi non ha pagato ancora un euro da circa 8 mesi – denuncia la lavoratrice – Nella proposta indecente di tagli si parla di un premio che verrebbe corrisposto al raggiungimento di un obiettivo di fatturato al 31 dicembre del 2019, ma se l’azienda non mette in atto alcuna azione per lo sviluppo e la valorizzazione, come possiamo raggiungere l’obbiettivo? Sperando nella divina provvidenza? – domanda ancora la lavoratrice delle Terme – Senza poi contare che di continuo gli impianti saltano e si rischiano chiusure improvvise in quanto essendo struttura termale necessita di continua manutenzione che spesso non viene fatta per mancanza di fondi”.  “Un ultimo particolare non trascurabile che ad oggi sono chiuse e abbandonate strutture come un albergo di 64 camere e una Società per azioni  (distrutta completamente dalla gestione privata a cui era stata affidata la struttura, perchè a loro dire dovevano ricostruirla e renderla ancor più unica)” – afferma.

E non finisce qui.  Anche un’area di  parcheggio è stata  affidata ad una società privata. “Non poteva anche questa parte essere lasciata in gestione alle Terme di Agnano,  cosi oltre a incassare i proventi del parcheggio, si sarebbero cosi impiegate altre risorse umane?”– domanda ancora. Tra l’altro, le prossime festività pasquali e il programma di eventi organizzati dal Parco del Benessere’ incentiveranno la partecipazione di migliaia di persone. L’affluenza consistente potrebbe favorire notevoli incassi per la struttura. Invece, i l’amministrazione di Palazzo San Giacomo continua a tacere ed è pronta ad avallare altri atti transattivi capestro che cancelleranno i diritti acquisiti dai lavoratori.

In merito ai verbali di conciliazione-capestro, puntuali e significative le dichiarazioni dell’avvocato Giuliana Quattromini(nella foto):“Spesso,  abbiamo  verificato  che gruppi di associazioni, consulenti senza scrupoli e  organizzazioni sindacali depositano centinaia di conciliazioni, conciliando persino su diritti indisponibili, per esempio sui contributi – afferma Quattromini –  Vanno fatti controlli serrati sulle conciliazioni e su chi le fa.  Ma la denuncia politica non basta, se i lavoratori non crescono in coscienza e cultura e restano succubi in una sudditanza psicologica di faccendieri di ogni risma”.

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