Il segretario CGIL: serve un’agenda sociale alternativa, investimenti in sanità, scuola e lavoro
Nessun confronto con i sindacati, scarsa trasparenza sulle scelte economiche e una manovra centrata sul riarmo. È un duro attacco quello lanciato dal segretario generale della CGIL, Maurizio Landini, a margine dell’assemblea della CGIL Campania tenutasi oggi a Napoli.
Landini ha denunciato l’assenza totale di dialogo tra il governo e le parti sociali sulla Legge di Bilancio: “Ad oggi non c’è stato alcun incontro, né un confronto fissato. Il governo procede da solo, come ha fatto in passato, senza ascoltare i sindacati”, ha dichiarato.
Il leader della CGIL ha collegato la crisi economica attuale all’escalation internazionale degli ultimi anni: “Dall’inizio della guerra abbiamo assistito a un’esplosione dell’inflazione, a un calo dei salari, a un aumento dei profitti e a un generale peggioramento delle condizioni di vita. La logica dell’economia di guerra, alimentata anche dai dazi introdotti da Trump, sta producendo disastri sociali”.
Secondo Landini, il documento programmatico del governo punta esclusivamente su spese militari: “Gli unici investimenti previsti per i prossimi anni sono per le armi. È una deriva che va contrastata. La pace è una priorità e lottare per la pace significa investire nel lavoro, nella sanità, nella scuola, non nel riarmo”.
Palestina, scioperi e diritto a manifestare: “Basta logiche coloniali”
Sulla crisi in Medio Oriente, Landini ha ribadito la posizione del sindacato: “Va fermato il genocidio in corso. Serve il riconoscimento dello Stato di Palestina e il popolo palestinese deve poter decidere democraticamente il proprio futuro. Gaza e la Cisgiordania non possono diventare un progetto immobiliare come qualcuno ha ipotizzato. Serve un ruolo attivo dell’Europa e del nostro governo per arrivare alla soluzione dei due popoli e due Stati”.
A proposito delle recenti manifestazioni per la pace, Landini ha respinto le accuse rivolte a chi è sceso in piazza: “A Roma, milioni di persone hanno manifestato pacificamente. Chi ha usato violenza va isolato, ma non si può oscurare il senso profondo di quelle piazze: hanno difeso la solidarietà, la giustizia sociale, la nostra Costituzione”.
E contro la proposta della Lega di sanzionare gli organizzatori delle manifestazioni in caso di scontri, Landini ha risposto con fermezza: “È un attacco al diritto costituzionale di sciopero e di manifestare. Il governo dovrebbe ringraziare chi è sceso in piazza, non minacciarlo”.
Stellantis e crisi industriale: “Settore a rischio, serve intervento del governo”
Infine, Landini è tornato a parlare del futuro di Stellantis, denunciando il crescente ricorso agli ammortizzatori sociali e l’assenza di un piano industriale chiaro: “Non solo a Pomigliano, ma in tutti gli stabilimenti aumentano i segnali di crisi. Il governo deve convocare urgentemente azienda e sindacati per definire un piano per il settore automotive, che rischia di essere abbandonato”.
Verso il 25 ottobre: nuova mobilitazione nazionale
La CGIL guarda ora al 25 ottobre, data indicata come nuova tappa di mobilitazione nazionale: “Dopo queste giornate straordinarie di piazza, dobbiamo collegare la lotta per la pace alle scelte economiche e sociali. Serve una riforma fiscale vera, investimenti in sanità e scuola, cancellazione della precarietà e una nuova politica industriale”, ha concluso Landini.
