L’ex sindaco di Roma presenta il suo nuovo libro: “Renzi ha fermato i cambiamenti. Il mio partito avrebbe molto gradito andassi in Alaska o in Nuova Zelanda”

Dice che non “non è né un testamento né una vendetta, è un libro semplicemente”. Ma quando lo presenta spara i fuochi d’artificio. “Se avessi seguito tutti i consigli del Pd forse mi avrebbero messo in cella di isolamento”. Ignazio Marino torna e mette nel mirino il Nazareno. Nella sede della stampa estera “Un marziano a Roma”. Il racconto dell’ esperienza in Campidoglio.

“Credo – dice l’ex sindaco prima della conferenza stampa sulla sua opera ai microfoni di Radio Capital – che in questo momento i partiti non hanno più la dignità per esprimere una candidatura in una città come Roma. Spero in un movimento e una mobilitazione civica, non ho detto che mi ricandido, la mia candidatura sarà tema di dibattito nelle prossime ore”. Insomma, Marino potrebbe tornare in campo. Un pensiero fisso: nella Capitale sono stati fermati i cambiamenti da lui messi in atto. Un boicottaggio firmato Renzi. Dopo averlo disarcionato, il Pd avrebbe voluto che emigrasse in Alaska o Nuova Zelanda, “ma sono rimasto a Roma a studiare e scrivere ed incontrare le tante persone che hanno apprezzato il cambiamento radicale che abbiamo portato avanti”. Un rimpianto: “Roma bisognava sganciarla dalle lobby, mentre Renzi preferisce sedersi a tavola con le lobby”. Marino ne ha pure per il candidato dem alla sua successione, Roberto Giachetti.

“Il Partito democratico nel 2008, chiudendosi in una stanza e scegliendolo, ha voluto candidare Francesco Rutelli – afferma il chirurgo-. Allora avevano scelto il candidato sindaco del 1993 che ricorda il secolo passato, adesso hanno scelto il capo della segreteria del candidato sindaco del 1993. Non mi sembra un grande passo avanti”. “Stanno ricomparendo i tavolini abusivi – aggiunge l’ex primo cittadino – non sono state riparate le strade, non è stato attuato il piano di sostituzione di 192mila lampadine led in tutta la città”. E sul “caso papa Francesco”, nega ogni bastonata dal pontefice: “Le sue parole sono state strumentalizzate dalla politica”.

 

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