La Uil prende le distanze da Fedez e chiede di tassare Amazon

Polemica al concerto del primo maggio

La Uil, storica organizzazione sindacale laica, pragmatica e riformista prende le distanze dal rapper Fedez. Netta la posizione assunta dal segretario generale Pierpaolo Bombardieri in merito alla polemica che ha riguardato la partecipazione del cantante al concerto del Primo maggio e alla denuncia del cantante di pressioni affinché non lanciasse un messaggio di attacco alle posizioni della Lega sui gay e di sostegno ddl Zan contro l’omotransfobia.

 “Da quattro giorni si parla di Fedez – ha affermato Bombardieri – cominciamo a essere stanchi del fatto che si parli poco di lavoro durante il Primo maggio e che qualcuno utilizzi gli spazi del sindacato per fare altre battaglie, sacrosante e legittime, ma il tema era il lavoro. Noi siamo andati in tre posti diversi durante il Primo maggio e abbiamo messo i riflettori su una situazione che riguarda Amazon. Che è la stessa che sponsorizza Fedez, perché in questi giorni non si è detto” – ha sottolineato il segretario della Uil – Di tutto si è parlato tranne che di lavoro“.

Il leader sindacale si è soffermato sul ruolo delle multinazionali. “Bisogna tassare le grandi multinazionali che, durante la pandemia, hanno raggiunto livelli di profitti incredibili e utilizzare questa tassazioni extra “in termini di solidarietà  per chi ha sofferto” – ha dichiarato Bombardieri – In questo periodo abbiamo assistito a grandissime multinazionali che hanno raggiunto livelli di profitto incredibili. E quei profitti sono redistribuiti tra i soci, tra gli azionisti. Per chi in questo periodo ha raggiunto questi profitti, possiamo pensare un’extra tassa che possa essere utilizzata in termini di solidarietà  per chi ha sofferto?” si è chiesto Bombardieri, che ha ha ricordato come queste imprese “spesso non pagano le tasse nemmeno nei paesi dove operano”.

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