Mosca annuncia attacchi contro strutture militari ucraine e consiglia agli americani di lasciare la capitale.
La tensione tra Mosca e Kiev continua a salire dopo la nuova ondata di bombardamenti russi contro la capitale ucraina. Nelle ultime ore, il Cremlino ha compiuto anche un passo diplomatico che ha immediatamente attirato l’attenzione internazionale: durante una telefonata con il segretario di Stato americano Marco Rubio, il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov avrebbe suggerito agli Stati Uniti di evacuare il personale diplomatico da Kiev e invitare i cittadini americani a lasciare la città.
A riferirlo è stato il ministero degli Esteri russo attraverso una nota ufficiale rilanciata dall’agenzia Tass. Secondo il comunicato, Lavrov avrebbe parlato “su indicazione diretta del presidente Vladimir Putin”, spiegando alla controparte americana che le forze armate russe stanno conducendo “attacchi sistematici e mirati” contro infrastrutture considerate strategiche per l’esercito ucraino e contro quelli che Mosca definisce “centri decisionali” del governo di Kiev.
La diplomazia russa sostiene che l’attuale escalation sia una risposta agli attacchi attribuiti all’Ucraina sul territorio controllato dalla Russia. In particolare, il Cremlino ha accusato Kiev del raid con droni avvenuto tra giovedì e venerdì nella regione di Lugansk. Secondo Vladimir Putin, l’attacco avrebbe colpito il dormitorio di Starobilsk, dove si trovavano giovani tra i 14 e i 18 anni, provocando 21 morti e circa 40 feriti.
Mosca ha definito quell’episodio “un’ulteriore prova della natura terroristica e nazista del regime di Kiev”, sostenendo che da quel momento “la pazienza della Russia è arrivata al limite”. Per questo motivo, il Cremlino promette di continuare le operazioni contro il comparto militare-industriale ucraino, con particolare attenzione alle strutture legate alla produzione e alla gestione dei droni utilizzati dall’esercito di Kiev.
Nel comunicato diffuso dal ministero degli Esteri compare anche un riferimento agli accordi raggiunti nell’agosto 2025 ad Anchorage, negoziati — secondo la versione russa — su iniziativa degli Stati Uniti per favorire una soluzione duratura del conflitto. Lavrov avrebbe espresso “rammarico” per il fatto che, a suo dire, le leadership europee e il governo ucraino stiano compromettendo quell’intesa attraverso nuove escalation militari.
La Russia ha inoltre accusato la Nato di contribuire direttamente alle operazioni ucraine, sostenendo che esperti dell’Alleanza atlantica forniscano componenti tecnologici, dati di intelligence e supporto operativo per l’utilizzo dei droni e dei sistemi missilistici impiegati contro obiettivi russi.
Le dichiarazioni di Mosca arrivano in un momento particolarmente delicato della guerra e il consiglio rivolto agli Stati Uniti di evacuare diplomatici e civili dalla capitale ucraina viene interpretato da molti osservatori come un segnale estremamente allarmante sul possibile livello della prossima escalation militare.
Alessandro Manna

