Italicum, la Consulta frusta i politici: “Regole impongono udienza il 24 gennaio”

La polemica sulla decisione in materia elettorale. La Corte Costituzionale: “Fissare una data prima avrebbe privato le parti dei termini dei quali dispongono per legge”

Da una parte la canea dei politici, che strepitano su una decisione fissata a fine gennaio che farà slittare le elezioni. Dall’altra la Consulta che si richiama alle regole. Tutto ruota intorno alla questione di costituzionalità dell’Italicum. La legge definita “migliore del mondo” dal governo Renzi, che in realtà rischia di essere l’ennesimo flop, sotto la tagliola dei giudici. Adesso che il governo sta per cadere e le forze politiche invocano le urne – e bisogna uniformare le leggi elettorali di Camera e Senato – ma senza la sentenza sull’Italicum non si può sciogliere il Parlamento. Dal canto suo la Corte costituzionale si chiama fuori dalle polemiche. La Consulta “opera – ricorda una nota – secondo le regole degli organi giurisdizionali”: la “scelta” di una data anteriore al 24 gennaio per l’esame delle questioni di legittimità sull’Italicum “avrebbe privato le parti dei termini dei quali dispongono per legge, allo scopo di costituirsi in giudizio e presentare memorie”. Ma parlare di regole a questa classe politica è come gridare al vento.

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