Coppia britannica in vacanza, una ragazza israeliana di 24 anni e un lavoratore stimato. In salvo solo il fratello della giovane
Sono stati identificati i corpi delle quattro vittime dell’incidente sulla funivia del Monte Faito, avvenuto ieri tra lo sconcerto della comunità locale e l’attenzione crescente dei media internazionali. La cabina, precipitata nel vuoto per cause ancora da accertare, trasportava cinque persone: quattro sono decedute sul colpo, mentre una quinta lotta tra la vita e la morte in un ospedale di Napoli.
Le vittime sono Janan Suliman, 24 anni, cittadina israeliana di origine araba, residente a Mashhad nella Bassa Galilea; Elaine Margaret Winn, 58 anni, e il marito Graeme Derek Winn, 64, entrambi britannici; e Carmine Parlato, 59 anni, originario di Vico Equense, dipendente dell’Eav e operatore della funivia.
L’unico sopravvissuto è Thaeb Suliman, 23 anni, fratello di Janan. Gravemente ferito, è ricoverato in terapia intensiva all’Ospedale del Mare di Napoli, dove è stato operato per fratture alla gamba destra. Le sue condizioni, sebbene stabili, restano critiche: è intubato, sedato e sottoposto a ventilazione meccanica. La prognosi è ancora riservata.
Turisti in vacanza e un operatore esperto
La coppia britannica, inizialmente indicata come fratello e sorella, si trovava in vacanza in Costiera Sorrentina, meta da sempre molto amata dai turisti del Regno Unito. Janan e Thaeb Suliman, invece, erano giunti in Campania per una breve vacanza. Solo poche ore prima della tragedia, Janan aveva pubblicato una foto sorridente sui social, accanto al fratello, durante il loro viaggio in Italia.
Il quarto nome, quello di Carmine Parlato, ha scosso profondamente la comunità locale. Uomo stimato, appassionato del suo lavoro, era considerato un punto di riferimento per chi operava sul Faito. “Era più legato alla funivia che alla sua stessa casa”, ha dichiarato con commozione Umberto De Gregorio, presidente dell’Eav. “Faceva da cicerone ai turisti, indicava panorami, raccontava storie”.
Profondo il dolore di amici e colleghi. “Una perdita enorme, umana prima ancora che professionale”, dice Maurizio Zurolo, titolare dell’Infopoint VI Continente, a pochi metri dalla stazione della funivia. “Carmine era un uomo umile, disponibile, innamorato del Monte Faito. Stamattina ci sono arrivate disdette a raffica per le attività programmate sul monte: escursioni, yoga, trekking… Ma il disastro più grande è la perdita di Carmine”.
L’appello della famiglia e il cordoglio internazionale
La vedova dell’operatore, Elvira Arpino, ha chiesto rispetto per la famiglia e per il figlio Marco, 20 anni, che studia a Milano e ha appreso della morte del padre attraverso i media. “Non è il momento. Abbiate rispetto per mio figlio”, ha detto ai giornalisti.
Anche i media stranieri, in particolare britannici e israeliani, stanno seguendo da vicino l’evoluzione della vicenda. Il Foreign Office ha confermato di essere in contatto con le autorità italiane. “I nostri pensieri sono per tutti coloro che sono stati colpiti dalla tragedia”, ha dichiarato una portavoce.
Un’intera comunità sotto shock
La comunità di Castellammare è scossa. L’arcidiocesi ha deciso di far partire simbolicamente dalla stazione Circumvesuviana la Via Crucis prevista per questa sera, in segno di lutto e raccoglimento.
Mentre le salme sono ora sotto sequestro, le indagini per accertare le cause del disastro sono in corso. Intanto, una città piange le sue vittime e si stringe intorno ai familiari, mentre sul Monte Faito si spegne, per ora, una voce che da anni accoglieva i visitatori con entusiasmo e amore per la propria terra.
