Il partito trasversale che vuole ridimensionare Luigi di Maio

I piddini punterebbero al controllo dei ministeri più importanti

La trattativa M5S-Pd avanza ad ampie falcate. Con un premier incaricato che si dichiara ‘ottimista’  ma non di fede M5S e un fronte dei democratici che apre a Beppe Grillo e propone di non nominare  i vicepremier ma dalla finestra rientrare vuole fare rientrare le poltrone per due “forti” sottosegretari alla presidenza del consiglio,  ritagliando questo ruolo per Vincenzo Spadafora parlamentare 5 Stelle, in passato vicino al ministro verde Alfonso Pecoraro Scanio, uno dei principali fan del governo giallo-rosa e l’ex ministro piddino Dario Franceschini. “Un partito trasversale composto da deputati e senatori vorrebbe ridimensionare, delegittimare Luigi di Maio, il nostro capo politico – afferma una deputata pentastellata – I piddini punterebbero  alla formazione di un governo monocolore e la conquista dei ministeri più importanti. E purtroppo, devo rilevare che alcuni colleghi del Movimento stanno prestando il fianco ai piddini, non fanno quadrato per Luigi. Opportunisti. Comunque, non consentiremo questa operazione ignobile a costo di non votare il nuovo esecutivo”. Pieno sostegno a di Maio da parte del senatore Gianluigi Paragone: “Luigi deve rimanere centrale. Anche a Palazzo Chigi!“. Intanto, il premier incaricato Giuseppe Conte mostra ottimismo: “C’è un buon clima di lavoro, le due forze politiche sono entrambe predisposte per un progetto comune dedicato al Paese“, ammette Conte in collegamento con la festa del ‘Fatto Quotidiano’ da Palazzo Chigi. “L’argomento dei ministri non è la massima premura – spiega – in questo momento stiamo definendo il programma, poi inviterò le forze politiche a sedersi attorno ad un tavolo per darmi i loro suggerimenti”. Già lunedì 2 settembre incontrerà le associazioni dei disabili e i terremotati del centro Italia, prima di un rendez-vous con i capigruppo dei due partiti. Il tutto sempre con uno spirito semi-terzo, perché, ci tiene a ribadire, “non sono iscritto al M5S, non partecipo alle riunioni del gruppo dirigente politico, non ho mai incontrato i gruppi parlamentari”. Il succo? Definirlo 5 Stelle è una “formula inappropriata“. La presa di posizione può avere una valenza importante, perchè lascerebbe socchiusa la porta a Luigi Di Maio come vicepremier.

 

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