Giornalisti, cittadini, ex magistrati e attivisti si sono ritrovati davanti alla sede regionale della Tv di Stato sotto la bandiera della libertà di stampa, denunciando tagli, epurazioni, silenzi e ridimensionamenti che minacciano la tenuta democratica del Paese.
Una difesa corale, accorata, di quel poco che resta dell’informazione libera nel servizio pubblico. È questo lo spirito che ha animato il presidio «Il palinsesto siamo noi», andato in scena davanti alla sede Rai di via Guglielmo Marconi a Napoli. Giornalisti, cittadini, ex magistrati e attivisti si sono ritrovati sotto la bandiera della libertà di stampa, denunciando tagli, epurazioni, silenzi e ridimensionamenti che minacciano la tenuta democratica del Paese.
A prendere parola è stata Desiree Klain, portavoce campana di Articolo 21, rete impegnata nella difesa dei diritti dell’informazione: «Non possiamo dimenticare ciò che è già accaduto: i tagli a Report e Presa Diretta, la soppressione di Petrolio. Non sono bastati i voti di sfiducia, i direttori di destra sempre al loro posto. Non possiamo trascurare vicende oscure, come il mancato acquisto del film Magma, che racconta l’assassinio di Piersanti Mattarella e i legami tra mafia, neofascisti e servizi deviati. E che dire della cacciata di Roberto Saviano e Fabio Fazio, o dell’allontanamento ‘spintaneo’ di Simona Sala e Andrea Vianello?»
Klain ha parlato di «colpo fatale» inferto agli ultimi spazi di libertà informativa, riferendosi alla decisione, «concordata con le parti sociali», di svuotare le redazioni dei programmi di approfondimento.
«Ogni passo in questa direzione è un attacco diretto alla libertà di informazione», ha affermato.

Roberti: «Lo Stato di diritto vive di equilibrio e libera stampa»
Al presidio ha partecipato anche Franco Roberti, già Procuratore nazionale antimafia e ora eurodeputato del Partito Democratico: «Partecipo da cittadino, fiero di esserci. Sentiamo che stanno cambiando certi rapporti di potere. Lo Stato di diritto si fonda sull’equilibrio tra poteri: legislativo, esecutivo e giudiziario. Ma è garantito anche da una libera informazione»
Roberti ha ribadito la propria solidarietà ai giornalisti Rai e si è detto contrario a «tagli di spesa che colpiscono proprio l’informazione d’inchiesta e i programmi di approfondimento».
De Magistris: «Proiettili istituzionali contro giornalisti e magistrati scomodi»
Tra gli interventi più duri, quello dell’ex sindaco di Napoli ed ex magistrato Luigi de Magistris, che ha denunciato l’uso strumentale della legalità formale per colpire figure scomode:
«Conosco bene i meccanismi interni delle istituzioni quando vogliono colpire chi disturba il potere. Oggi si usano carte bollate e cavilli, ma si colpiscono due pilastri fondamentali: la magistratura e l’informazione libera»
Un attacco, secondo de Magistris, che non ha colore politico: «Non è questione di destra o sinistra. È una questione di diritti fondamentali, di democrazia, di Stato di diritto»,
e ha aggiunto: «I giornalisti che si girano dall’altra parte vanno bene, i magistrati che insabbiano le inchieste vanno bene perché non vogliono essere controllati. Il potere non vuole essere controllato»
Ranucci: «Mai così, in trent’anni. Ma Report resta un valore»
In prima linea anche il giornalista e conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, che ha affidato ai social il suo appello e la sua autocritica: «Per la prima volta in trent’anni sono state tagliate puntate e competenze. Chiedo scusa alla mia squadra, straordinaria, che ha ottenuto i migliori risultati in termini di gradimento tra chi paga il canone»
Durante la manifestazione, Ranucci ha parlato di un clima profondamente mutato all’interno della Rai:
«La consideravo casa mia. Oggi, lo è sempre meno. Ho avuto la fortuna di lavorare con direttori che hanno difeso Report come un valore, non come un costo»
Anche a fronte di offerte ricevute da altre realtà editoriali, Ranucci ribadisce la sua scelta:
«Ho sempre detto che Report si può fare solo in Rai. Finché sarà possibile»
E conclude con un duro attacco alle motivazioni economiche addotte: «Ho sentito parlare di tagli per ottimizzazione, ma alla luce di cosa? Vanno a colpire l’unica trasmissione che, per credibilità, supera persino i Tg»
All’iniziativa di oggi era presente anche una delegazione della SLC-CGIL Napoli-Campania sarà presente con a supporto dei giornalisti RAI, contro il taglio ai palinsesti di trasmissioni libere ed indipendenti
Libertà di stampa: un fronte da difendere
Il presidio di Napoli è stato più di una protesta. È stato il segnale di un’erosione continua ma non ancora irreversibile del pluralismo informativo. La Rai, servizio pubblico finanziato dai cittadini, rischia di diventare – è l’accusa ricorrente – sempre più ostaggio del potere politico. E la cancellazione o riduzione dei programmi scomodi appare a molti come un disegno preciso, volto a silenziare le voci non allineate.
«Il palinsesto siamo noi» non è solo uno slogan: è un promemoria per il Paese. E un campanello d’allarme per la democrazia.
Alma

