Governo Draghi, fiducia bis alla Camera: nel M5S 16 no

Per l’esecutivo-ammucchiata 535 sì. Tra i grillini anche 12 assenti e 4 astenuti

Il governo Draghi incassa la prevista fiducia larga, anche a Montecitorio, con 535 sì, 56 no e 5 astenuti. Ma come ieri al Senato, anche oggi si spacca il M5S. Tra i grillini sono 16 i voti contrari. Un’altra dozzina gli assenti, e si contano pure 4 astensioni. i dissidenti in aula sono Corda, Sapia, Spessotto, Testamento, Volpi, Baroni, Cabras, Colletti, Costanzo, Forciniti, Giuliodori, Maniero, Russo, Sarli, Termini e Vallascas. A questi si aggiunge sicuramente l’ex sottosegretario Alessio Villarosa, astenuto. Non partecipanti al voto, inoltre,  Corneli, Ehm, Menga, Romaniello, Maria Edera Spadoni (vicepresidente della Camera), Tucci, Di Lauro, Masi, Penna, Scutellà, Suriano e Zanichelli. A loro si sommano due deputati in missione, Mammì e Vianello. Vota no, come annunciato, anche il gruppo di Fratelli d’Italia. A loro si aggiunge il leghista Gianluca Vinci, annunciando di passare col partito di Giorgia Meloni. Tra i contrari anche Nicola Fratoianni, leader di Sinistra Italiana. L’esecutivo ammucchiata, ora, può cominciare la sua traversata. I numeri le garantiscono una tranquilla navigazione. Almeno per adesso. E comunque, neppure stavolta – come a Palazzo Madama – siamo al record: una maxi-fiducia anche alla Camera. I sì sono 535. Il margine è evidentemente larghissimo, come già alla vigilia suggeriva il sostegno di tutti i gruppi più numerosi di Montecitorio, anche anche se c’è chi partì meglio: Monti nel 2011 toccò quota 556 voti, Andreotti nel 1978 arrivò a 545. Ed entrambi i precedenti non sono fausti.

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