Governo Draghi, al Senato ok alla fiducia: 40 No, almeno 15 del M5S

I voti favorevoli all’esecutivo-ammucchiata sono 262. Non è record: Monti arrivò a 281. Tra i grillini anche 6 assenze durante la votazione

Il governo-ammucchiata ottiene 262 voti favorevoli, nel primo voto di fiducia a Palazzo Madama. I no sono 40 – Fratelli d’Italia e i dissidenti del M5S – gli astenuti 2. Una maggioranza ampia, quello del premier Draghi, di ben 101 voti in più rispetto al quella assoluta fissata a 161. Non è record però: il governo Monti arrivò a 281. Intanto, si spacca il Movimento 5 Stelle. Sono almeno 15 i senatori grillini a votare no. Si tratta di Granato, Gianuzzi, Lamura, Lanutti M5s, Lezzi M5s, Mantero, Mininno, Moronese, Morra, Ortis, Abate, Angrisani, Corrado, Crucioli, Di Nitto. Secondo il regolamento del Senato, che prevede 10 senatori per la costituzione del gruppo parlamentare, i ribelli M5s possono costituire una compagine autonoma. Devono però risolvere il problema del collegamento col simbolo elettorale. Tra i pentastellati, inoltre, assenti alla votazione Garutti, Nocerino, Vanin, Auddino, Botto e Dessì. Nel misto hanno votato contro Fattori, Giarrusso, Nugnes, Ciampolillo, Martelli. Drago si è astenuta. In mattinata, Draghi aveva tenuto il suo discorso programmatico (qui il testo integrale). Dopo le dichiarazioni di voto, ha replicato. I temi toccati: Europeismo ed euro. (“L’euro è irreversibile (…) Fuori dall’Europa c’è meno Italia. Non c’è sovranità nella solitudine”); Il piano di vaccinazione (“La nostra prima sfida è distribuirlo rapidamente ed efficientemente”); Riforma della sanità; Parità di genere; Sud; Recovery Plan; Cambiamento climatico; Turismo;
Politiche del lavoro; Riforma del fisco; Pubblica amministrazione e giustizia; Immigrazione.

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