Camorra, è morto Raffaele Cutolo

Aveva 79 anni, era ricoverato nel reparto sanitario del carcere di Parma

Camorra, è morto Raffaele Cutolo. L’ex capo della Nco era ricoverato nel reparto sanitario detentivo del carcere di Parma, a causa di problemi respiratori. Aveva 79 anni. Il boss è deceduto per una setticemia del cavo orale, conseguenza di una polmonite bilaterale, patologia che si è ripresentata dopo essere stata inizialmente curata 15-20 giorni fa. Era da sei mesi in ospedale a Parma. Due giorni fa il suo difensore, il penalista avellinese Gaetano Aufiero, aveva ripresentato istanza di scarcerazione con remissione ai domiciliari per gravi motivi di salute. Cutolo non riconosceva, da tempo, neppure la moglie Immacolata, nei colloqui di un’ora al mese consentiti dal 41 bis, il regime di carcere duro in cui era dal 1992, anno in cui la misura fu prevista per legge. Il fondatore della Nco non riconosceva più neppure il suo avvocato da trent’anni, Gaetano Aufiero. Denise la figlia invece (concepita nel 2007 con l’inseminazione artificiale) la riconosceva a sì e no. Le sue condizioni nelle ultime settimane s’erano aggravate, ed era stato trasferito nella terapia intensiva, per poi riportato in una stanza del reparto detentivo dove era sorvegliato da un drappello di agenti. “Don Raffaele” era in carcere dal 1979, dopo l’arresto ad Albanella, nel Salernitano. Nato il 4 novembre del 1941 ad Ottaviano, nella zona Vesuviana, fondò dietro le sbarre la Nuova camorra organizzata, negli anni ’70. Boss di trame inconfessabili, fu protagonista della trattativa per il rapimento Cirillo, assessore regionale Dc sequestrato dalle Brigate Rosse nel 1981. In quella fase lo scudo crociato, i servizi segreti e la camorra negoziarono con i brigatisi la liberazione del politico, in cambio di favori e molti soldi. Nei primi anni ’80 insanguinò le strade della Campania, nella guerra di camorra tra Nco e Nuova Famiglia: a terra rimasero oltre mille morti delle due fazioni.

REAZIONI CONTRADDITTORIE SUI SOCIAL, SCIVOLONE DEL MATTINO

Reazioni contraddittorie sui social, alla notizia della morte di Cutolo, il boss che segnò un’epoca tragica, ed ispirò anche il cinema (il celebre film “Il camorrista” di Tornatore) e la canzone (“Don Raffaè” di Fabrizio De André). ‘Tu sì che eri un grande uomo, ti sei fatto la galera con dignità”, ”Una vita in carcere, ora spero che tu possa essere in pace”. Questi alcuni commenti di cordoglio per il boss di Ottaviano. Su Facebook non si sono fatte attendere le condoglianze alla famiglia, ”alla sorella Rosetta, al fratello Pasquale”, alla moglie, alla figlia. Ma molti hanno anche attaccato le dimostrazioni di ‘dispiacere’. E non sono mancati i commenti di soddisfazione per la dipartita. Ampio risalto inoltre, Cutolo ha trovato sui siti web. Tra i primi a parlarne ilmattino.it, con titoli – tuttavia – che hanno suscitato proteste. “Raffaele Cutolo morto, addio al Professore di Ottaviano storico boss della camorra” recitava il primo articolo pubblicato, richiamando uno degli appellativi del capoclan (‘o professore). In un altro articolo, il quotidiano titolava “Morto il boss della camorra Raffaele Cutolo, le sue frasi più celebri”. Un’antologia di “aforismi” del boss, come fosse un artista, evocando la vena “poetica” di Cutolo (scrisse un libro intitolato “Poesie e pensieri”). Sui canali social, il Mattino è arrivato a definirlo una “leggenda”. Tale enfasi, però, si è attirata una valanga di critiche. Tra queste, gli strali di Pina Picierno, europarlamentare del Pd: “Confesso il disagio e lo sconcerto: è morto un criminale feroce e le ‘frasi celebri’, almeno quelle, potete evitarcele. Ma che vergogna”. Il titolo del primo articolo è stato corretto, eliminando ogni ombra di “commozione”. Il secondo articolo, invece, è stato rimosso.

I titoli del sito del Mattino sulla morte di Cutolo, al centro di proteste, e il post dell’europarlamentare Pina Picierno
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