Governo, Di Maio liquida Salvini: “Mi voleva premier, ma penso al bene del Paese”

Consultazioni al Quirinale, il capo politico del M5S: “Accordo politico col Pd per Conte premier. Ringrazio la Lega per avermi offerto il ruolo di presidente del consiglio e lo ha comunicato a livello istituzionale. Ma ha staccato la spina al governo dopo il rimborso ai truffati delle banche, il reddito di cittadinanza, nuove politiche sulla immigrazione e il rispetto europeo che ci eravamo guadagnati”

Di Maio esce dal colloquio con Mattarella e suona il requiem del governo gialloverde. “C’è un accordo politico con il Pd per Conte premier” conferma il capo politico del M5S, ormai non è un segreto. Sul professore c’è l’auspicata convergenza. “Il ruolo di Giuseppe Conte – dice – ci fa sentiti garantiti sulle politiche che vogliamo realizzare”. Poi, per spiegare il divorzio da Salvini, si toglie qualche sasso dalla scarpa. “Si sono alimentate tante polemiche sulla mia persona – afferma – e mi ha sorpreso che in una fase così delicata qualcuno abbia pensato al sottoscritto piuttosto che al bene del Paese”. C’è una conferma dei rumors: “La Lega mi ha proposto di propormi come premier per il M5s e mi ha informato di averlo comunicato anche a livello istituzionale”. Cioè a Mattarella. “Li ringrazio con sincerità ma – specifica – con la stessa sincerità dico che penso al bene di questo Paese e a non me”. Ma col Carroccio non si può essere teneri. “Una forza politica – ricorda – ha staccato la spina al governo dopo il rimborso ai truffati delle banche, il reddito di cittadinanza, nuove politiche sulla immigrazione e che si era guadagnato il rispetto europeo”.

 

E un’altra bacchettata arriva ai media e, forse, ai neo alleati del Pd. “Lasciatemi dire – aggiunge – che i cittadini hanno assistito a un dibattito poco edificante su ruolo e cariche. Come capo politico chiederò che il percorso di formazione del nuovo governo parta dalla redazione di un programma omogeneo”. E soltanto dopo “si potrà decidere chi sarà chiamato a realizzare le politiche concordate e su questo chiediamo che si rispettino alle prerogative del presidente della Repubblica e del presidente del Consiglio”. Di Maio, ora, chiede uno stop alle polemiche. “Siamo sempre stati un movimento post ideologico – ripete-, abbiamo sempre pensato che non esistano schemi di destra o sinistra ma solo soluzioni. Ci hanno accusato dell’essere dell’una o dell’altra parte. Questi schemi sono ampiamente superati”. Il mantra pare preso dalle origini grilline: “Non esistono schemi di destra o sinistra, esistono soluzioni”. Di Maio, però, si concede una citazione di Pietro Nenni. “Qualcuno nella storia ha detto che in politica ci sono sempre due categorie di persone, quelli che la fanno e quelli che ne approfittano”. E su chi ponga nella seconda categoria, serve poca immaginazione.

 

Botta e risposta con la Lega

Innescano subito un botta e risposta le parole di Di Maio sull’offerta leghista. “Vorrei sapere dove è uscita – dichiara a Zapping su Radio 1 il capogruppo  del Carroccio alla Camera, Riccardo Molinari – questa offerta di fare il premier a Di Maio. Non mi risulta che nessuno della Lega abbiamo mai chiesto, né privatamente né pubblicamente, di fare il premier”. Fonti pentastellate alle agenzie, però, ribattono: “L’offerta della Lega a Di Maio di fare il presidente del Consiglio è scritta, nero su bianco…”.

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