Governo, Conte si è dimesso

Rimesso il mandato nelle mani di Mattarella, aperta la crisi. Domani pomeriggio via alle consultazioni al Quirinale. Le urne ora sono una possibilità

Giuseppe Conte si è dimesso da presidente del consiglio, rimettendo il mandato nelle mani del capo dello Stato, il quale ha accettato con riserva. In precedenza, alle 9, il premier aveva presieduto il cdm. L’esecutivo resta in carica per gli affari correnti. Intanto, la crisi è ufficialmente aperta. Domani pomeriggio al Colle – annuncia il segretario generale del Quirinale, Ugo Zampetti – partiranno le consultazioni. La formula con “riserva” è dovuta a questo: Mattarella aspetta di vederci chiaro, dal primo giro d’orizzonte. Il Conte ter è nel novero delle possibilità, ma servono almeno 10 “responsabili”, per formare un gruppo al Senato, e puntellare la maggioranza. Oppure, è necessario agli alleati ricucire con Renzi. Entrambe le subordinate, però, sono una nebulosa. Anche perché la variabile tempo non è secondaria: bisogna fare in fretta, una risposta chiara deve arrivare entro 48 ore. Altrimenti, le urne si avvicineranno.

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