Critiche al Governo e appello ai giovani: “È il momento di far sentire la propria voce”
Si è aperta oggi, nella sala Arengario del Tribunale di Napoli, la “Giornata della Giustizia”, evento promosso dal distretto partenopeo dell’Associazione Nazionale Magistrati (Anm). L’iniziativa, pensata per aprire un confronto diretto con i giovani, ha registrato una grande partecipazione di studenti, chiamati a riflettere su temi cruciali come la Costituzione, la pace, la parità di genere e, sullo sfondo, la contestazione alla riforma della giustizia voluta dal Governo.
Tra il pubblico e i relatori, magistrati, avvocati, giornalisti e personalità della cultura come la cantante Fiorella Mannoia. A moderare il dibattito la caporedattrice di Repubblica, Conchita Sannino. Tra i protagonisti dell’incontro anche il procuratore capo di Napoli Nicola Gratteri, la procuratrice minorile Patrizia Imperato, e i giornalisti Giovanni Floris e Massimo Giannini.
Nicola Gratteri ha aperto il suo intervento chiarendo l’obiettivo dell’incontro: “Io penso che oggi siamo qui per parlare, per spiegare con termini non tecnici i problemi della giustizia. Poi, del ‘no’ alla separazione delle carriere possiamo parlarne un’altra volta, dato che potrebbe essere motivo di strumentalizzazioni per chi non è in buona fede.”
Interpellato sulle parole del ministro della Giustizia Carlo Nordio, che aveva criticato l’opportunità di ospitare eventi di dissenso politico all’interno dei tribunali, Gratteri ha risposto secco: “Ma Nordio dice tante cose, salvo poi essere smentito dalla storia e dai fatti.” E ha aggiunto: “Il nostro sistema della giustizia non tende a diventare ingiusto, ma è una corsa ad ostacoli.”
Il procuratore ha poi criticato alcune delle riforme attualmente in discussione, in particolare quella che limita i poteri dei PM nel sequestro di dispositivi elettronici: “Ad esempio, sul sequestro dei telefonini o dei computer, anche all’interno della maggioranza stanno litigando. A Fratelli d’Italia non va bene questa riforma portata avanti da Forza Italia, secondo cui il telefonino non può essere sequestrato direttamente dal pubblico ministero, ma occorre il decreto del giudice, come se fosse un’intercettazione telefonica.”
Riferendosi all’annuncio del ministro Nordio sulla futura modifica del sistema cautelare, ha osservato: “Ha preannunciato che nel 2026 farà una modifica per far firmare le ordinanze di custodia cautelare a tre giudici. Ma vorrei sapere, dato che comincia a riaprire tribunali come quello di Bassano del Grappa, dove trova i Gip e i Gup per fare i processi?”
Commovente e intensa la riflessione di Fiorella Mannoia, che ha parlato a margine dell’evento con i cronisti: “Vedere tutti questi ragazzi mi viene da chiedere scusa. A tutti loro. Dobbiamo farlo in quanto adulti perché stiamo consegnando loro un mondo difficile, complicato.”
Ha poi lanciato un messaggio di speranza: “Forse in noi qualcosa è andato storto perché gli abbiamo tolto la voglia di partecipare. Ma sono fiduciosa. Quando li ho visti in piazza in tutto il mondo a manifestare per Gaza, non erano lì solo per i palestinesi: c’era la voglia di questi giovani di far sentire la propria voce. E quello che mi viene da dire è: non mollate proprio adesso.”
Sul tema della violenza di genere, ha ribadito: “Le leggi ci sono, ma non vengono applicate. Anziché giudicare il carnefice, si giudica la vittima. Dobbiamo fare un lavoro più grande, perché la violenza di genere è un problema culturale.” E ha aggiunto: “È un problema che ci portiamo dietro da secoli, ed è difficile cambiare le cose in poco tempo. Ma dobbiamo cominciare a parlarne, soprattutto con i ragazzi.”
A lanciare l’allarme sul clima di tensione crescente anche nel mondo dell’informazione, è stato il procuratore generale della Corte d’Appello di Napoli, Aldo Policastro, commentando le minacce subite dal giornalista Sigfrido Ranucci: “Quando un giornalista come Ranucci vede saltare in aria le sue auto, penso sia un segnale veramente terribile di un momento terribile.”
Policastro ha infine tracciato un quadro allarmante del clima civile: “Oggi, checché ne dica la Costituzione che ci indica la strada democratica e antifascista segnata dalla Resistenza, c’è odio e rancore che traspare nelle istituzioni, nelle scuole, tra ragazzi e adulti e nel dibattito pubblico.”
La “Giornata della Giustizia” si è così rivelata un’importante occasione di confronto intergenerazionale, nella convinzione che solo coinvolgendo le nuove generazioni sarà possibile costruire una giustizia più equa, comprensibile e vicina ai cittadini.
CiCre
