Funivia Stresa Mottarone, tre arresti tra cui il gestore dell’impianto. Prime confessioni: “Per evitare stop e perdite di denaro hanno bloccato i freni”

L’impianto era stato dato in concessione dal Comune ad un privato

Stanotte tre persone sono state arrestate su disposizione della Procura di Verbania per l’incidente della funivia Stresa-Mottarone, nel quale sono morte 14 persone. Si tratta di Luigi Nerini, proprietario della società che gestisce l’impianto, l’ingegnere direttore del servizio Sono Luigi Nerini, 56enne di Baveno (Verbania) proprietario della Ferrovie del Mottarone, il direttore dell’esercizio Enrico Perocchio e il capo servizio Gabriele Tadini.  Gli inquirenti hanno accertato che “la cabina presentava il sistema di emergenza dei freni manomesso”. Al termine del lungo interrogatorio nella caserma dei carabinieri di Stresa, i tre hanno ammesso le proprie responsabilità e  sono stati condotti nel carcere di Verbania.

C’era un problema, non volevano fermare il servizio” – I fermati durante gli interrogatori hanno “ammesso” le proprie responsabilità. Lo afferma il comandante provinciale dei carabinieri di Verbania, tenente colonnello Alberto Cicognani.Il freno non è stato attivato volontariamente? Sì, sì, lo hanno ammesso”, dice l’ufficiale dell’Arma ai microfoni di Buongiorno Regione, su Rai Tre. “C’erano malfunzionamenti nella funivia, è stata chiamata la manutenzione, che non ha risolto il problema, o lo ha risolto solo in parte. Per evitare ulteriori interruzioni del servizio, hanno scelto di lasciare la ‘forchetta’, che impedisce al freno d’emergenza di entrare in funzione”.

Gli inquirenti sono convinti che è stato “un gesto materialmente consapevole dettato da ragioni economiche. L’impianto avrebbe dovuto restare fermo”. A riferirlo è il procuratore della Repubblica di Verbania, Olimpia Bossi, spiegando che sulla cabina precipitata è stata inserito il cosiddetto “forchettone”, ovvero il dispositivo che consente di disattivare il freno, e non è stato più rimosso.

La società che ha in gestione la Funivia del Mottarone si chiama Ferrovie del Mottarone ed è al 100% di proprietà di Luigi Nerini, 56 anni, un imprenditore locale, di Baveno, paese sulla sponda piemontese del Lago Maggiore.

Nerini prende un compenso di 96 mila euro dalla sua società e ha in concessione la funivia dal Comune di Stresa fino al 2028. Il Comune, che eroga un contributo annuo intorno ai 130mila euro, ha incamerato due fideiussioni dall’imprenditore per poco più di 100mila euro. Il numero dei dipendenti cambia ogni mese e si va da un massimo di 18 tra maggio e agosto al minimo di 8 a novembre, seguendo il flusso dei turisti che pagano 20 euro il biglietto di andata e ritorno.

I passaggi sono circa 100 mila l’anno, compresi i residenti a Stresa che hanno tariffa agevolata. Nerini, diploma di liceo scientifico, è titolare anche di un’agenzia viaggi a Verbania. All’inizio, dunque, era una ferrovia a cremagliera che poi nel 1963 venne chiusa e sostituita dal servizio autobus della Autoservizi Nerini; la funivia fu inaugurata il primo agosto 1970.

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