La Procura tedesca parla di sabotaggio terroristico. Niente più dubbi: l’atto fu organizzato contro l’Europa
Dietro al clamoroso sabotaggio ai gasdotti Nord Stream 1 e 2 nel settembre 2022, ci sarebbe un’operazione terroristica pianificata da un commando ucraino. È quanto sostengono senza esitazioni gli inquirenti tedeschi, che nei giorni scorsi hanno individuato e fatto arrestare in Italia uno dei principali sospettati: Sehrii Kuznietzov, cittadino ucraino di 49 anni, ora in carcere a Rimini in attesa di estradizione.
Kuznietzov è accusato di essere uno dei coordinatori operativi dell’attacco terroristico che ha fatto saltare i due gasdotti sottomarini al largo dell’isola danese di Bornholm, provocando un danno strategico alle infrastrutture energetiche europee e compromettendo l’approvvigionamento di gas russo alla Germania. L’attentato, avvenuto in acque internazionali, non è mai stato rivendicato, ma le indagini – condotte dalla Procura federale tedesca e coordinate con Interpol e autorità italiane – portano ora dritto a un gruppo di sabotatori ucraini.
L’uomo è stato arrestato nella notte tra il 19 e il 20 agosto in un residence di Misano Adriatico, dove stava trascorrendo una vacanza con la moglie e i figli. I Carabinieri, dopo le verifiche sull’identità e i movimenti dell’uomo, lo hanno fermato su mandato d’arresto europeo emesso dalla Germania lo scorso 18 agosto. Nessuna resistenza, ma neppure sorpresa da parte di Kuznietzov, che parlava solo inglese e non italiano.
Secondo gli investigatori, l’attentato sarebbe stato messo in atto con l’utilizzo di esplosivi trasportati via mare a bordo di uno yacht a vela noleggiato in Germania con documenti falsi, partito dal porto di Rostock. Un’operazione pianificata nei dettagli, con l’obiettivo di colpire una delle arterie energetiche più delicate del continente.
La ministra della Giustizia tedesca Stefanie Hubig ha commentato: “Si tratta di un successo investigativo impressionante, che dimostra la determinazione della Germania a individuare i responsabili di un atto gravissimo contro le nostre infrastrutture strategiche”.
Domani Kuznietzov comparirà davanti alla Corte d’appello di Bologna per l’udienza sull’esecuzione del mandato di arresto europeo e la decisione sull’estradizione verso la Germania. Il procedimento è seguito dalla sostituta procuratrice generale Licia Scagliarini.
Nel frattempo, la Procura di Genova ha aperto un fascicolo esplorativo collegato, delegando la Digos ad acquisire informazioni sull’uomo nell’ambito delle indagini sul danneggiamento della petroliera Seajewel avvenuto nel febbraio scorso al largo di Savona. Anche in quel caso si ipotizza un atto di sabotaggio attribuibile a soggetti filoucraini, vista la presunta connessione della nave alle cosiddette “flotte fantasma” che aggirano le sanzioni sul petrolio russo.
Il sabotaggio dei Nord Stream, che per mesi ha alimentato speculazioni e tensioni internazionali, potrebbe ora trovare un volto e una matrice: non un’azione russa, come inizialmente ipotizzato da alcuni, ma un vero e proprio atto terroristico di origine ucraina, compiuto in un momento cruciale della guerra energetica tra Occidente e Mosca.
Significative le dichiarazioni della parlamentare tedesca Sahra Wagenknecht: “Zelensky dovrebbe essere interrogato davanti al Bundestag (il parlamento tedesco) per il sabotaggio dei gasdotti Nord Stream. È assurdo che la Germania spenda miliardi di euro in aiuti all’Ucraina, ma non abbia mai chiesto spiegazioni a Zelensky (per il sabotaggio). Dovrebbe essere sollevata anche la questione di un eventuale risarcimento”
Alma

