Presentato nell’ottobre 2025 con il sindaco Manfredi, doveva portare prevenzione e formazione direttamente nei cantieri di Napoli e provincia. Ma dopo l’inaugurazione quali attività sono state realmente svolte? Quanti cantieri sono stati raggiunti? Quanti lavoratori coinvolti? E quanto è costata realmente questa operazione?
Sul lavoro nei cantieri edili si continua a morire. Una scia che colpisce operai e famiglie mentre si moltiplicano appelli, convegni e giornate dedicate alla sicurezza. In questo contesto, nell’ottobre del 2025 il Formedil Napoli presentava il proprio nuovo camper mobile per la sicurezza. La presentazione ufficiale si svolgeva nella sede di via Leonardo Bianchi, alla presenza del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e di rappresentanti delle istituzioni, delle imprese e delle organizzazioni sindacali.
Il progetto era stato presentato come un laboratorio mobile destinato a portare formazione, prevenzione e tutela dei lavoratori direttamente nei cantieri edili di Napoli e provincia.
Un progetto ambizioso. A bordo, secondo quanto annunciato, strumentazioni multimediali, simulatori interattivi e tecnologie per analizzare alcuni dei principali fattori di rischio: microclima, movimentazione manuale dei carichi, rumore e vibrazioni meccaniche.
L’idea era quella di colmare la distanza tra le tradizionali aule di formazione e il luogo nel quale il lavoro, e dunque il rischio, si manifesta concretamente: il cantiere. Ma proprio perché si tratta di un progetto presentato come innovativo, oggi è necessario andare oltre l’inaugurazione.
Dove è finito il camper? Quanti cantieri ha visitato da allora? Quanti comuni di Napoli e provincia ha raggiunto? Quanti lavoratori sono stati coinvolti? Quante ore di formazione sono state realizzate? Quante rilevazioni sono state effettuate? Quali rischi sono stati individuati? Quali percorsi formativi sono stati costruiti sulla base dei dati raccolti?Esiste un calendario delle attività? Esiste una relazione periodica? Esiste un rendiconto pubblico del progetto?
Dopo la presentazione e le successive iniziative pubbliche, compresa la presenza del mezzo in piazza Municipio, molti operatori del settore si interrogano sulla sua effettiva attività nei mesi successivi. Serve un bilancio del progetto. Non una fotografia.
Un ente delle parti sociali
Il Formedil Napoli è un ente bilaterale espressione delle parti sociali dell’edilizia. A livello territoriale ne fanno parte ACEN, per la rappresentanza datoriale, e Feneal UIL, Filca CISL e Fillea CGIL per quella dei lavoratori. Non è dunque un soggetto qualsiasi. È un pezzo del sistema della bilateralità dell’edilizia. E proprio qui entra in gioco la questione delle risorse.
La contribuzione prevista dalla Cassa Edile di Napoli comprende una quota destinata al Formedil. Il dato dell’1% è particolarmente significativo perché identifica un flusso strutturale all’interno del sistema bilaterale. Naturalmente questo non significa che tutto il bilancio del Formedil provenga dalla Cassa Edile: l’ente può avere altre entrate, finanziamenti e progetti.
Ma proprio per questo la domanda diventa ancora più semplice: Quanto entra? Da dove entra? Quanto viene effettivamente trasferito? E come viene speso? Quanto viene destinato alla formazione? Quanto alla sicurezza? Quanto alla struttura? Quanto alle consulenze? Quanto alla comunicazione? Quanto agli acquisti?
Un esempio rende immediatamente comprensibile l’ordine di grandezza: su una massa salariale ipotetica di 100 milioni di euro, l’1% corrisponderebbe a un milione di euro. È soltanto un esempio matematico e non rappresenta l’ammontare effettivamente incassato dal Formedil.
Per conoscere il dato reale occorrono bilanci, rendiconti e trasferimenti effettivamente contabilizzati. Ed è proprio questo il punto: i numeri devono poter essere verificati.
Quanto è costato il camper?
La prima domanda riguarda l’investimento. Quanto è costato complessivamente il camper?Quanto è stato pagato il mezzo? Quanto l’allestimento? Quanto le apparecchiature tecnologiche? E la manutenzione? L’assicurazione? La comunicazione? Le trasferte e le attività collegate? Quali risorse sono state utilizzate? E soprattutto: quale rapporto esiste tra l’investimento sostenuto e i risultati concretamente prodotti?
Se il camper è stato acquistato per portare la sicurezza nei cantieri, oggi dovrebbe essere possibile conoscere con precisione quanti cantieri ha raggiunto e quanti lavoratori ha coinvolto. Non per mettere in discussione il progetto in quanto tale, ma per misurarne l’efficacia.
Formazione e consulenti esterni
Un’altra questione riguarda le attività formative. Il Formedil Napoli ha nella formazione una delle proprie principali funzioni. Ma una parte delle attività risulterebbe affidata a consulenti e soggetti esterni. Ed è qui che occorre chiarezza. Come vengono scelti i consulenti? Vengono pubblicati bandi? Vengono effettuate gare o indagini di mercato? Esiste un albo dei professionisti e dei fornitori? Si procede attraverso affidamenti diretti o procedure comparative? E soprattutto: quanto vengono pagati?
Le stesse domande riguardano la formazione sulla sicurezza e i percorsi di riqualificazione professionale eventualmente affidati all’esterno. Quali attività vengono svolte direttamente dal personale del Formedil e quali vengono affidate a soggetti esterni? Con quali criteri? Per quali importi? Con quali risultati? Non si contesta in linea di principio il ricorso a professionalità esterne. Può essere legittimo e anche necessario. Ma proprio per questo le procedure devono essere chiare e verificabili.
La comunicazione e i social
C’è poi il capitolo della comunicazione e dei social media. Se la gestione della comunicazione dell’ente viene affidata all’esterno, occorre sapere come viene individuato il soggetto incaricato. C’è stato un bando? Una gara? Un confronto tra offerte? Un’indagine di mercato? Qual è il compenso? Quali servizi comprende? Per quanto tempo?
Eventuali rapporti o vicinanze politiche tra soggetti incaricati e organizzazioni politiche non possono essere affermati sulla base di voci o supposizioni. Se esistono, devono essere documentati. Ed è proprio per questo che la pubblicazione di contratti, procedure, curriculum e compensi sarebbe la risposta più efficace a qualsiasi dubbio.
Le nuove auto di servizio
C’è poi un ulteriore capitolo: l’acquisto recente di quattro auto di servizio. Dove sono state acquistate? Qual è stato il costo complessivo? E soprattutto: come è stata scelta la concessionaria? Sono stati richiesti più preventivi? È stata effettuata un’indagine di mercato? Sono state confrontate offerte di altre concessionarie? È stato consultato un albo fornitori? Chi ha deciso? Quale organo dell’ente ha autorizzato l’acquisto? Anche qui non si parte dal presupposto che l’acquisto sia irregolare. Si chiede di conoscere la procedura. Se tutto è avvenuto secondo criteri corretti e trasparenti, rendere pubblici gli atti dovrebbe essere la risposta più semplice.
Chi sceglie i fornitori?
La questione riguarda, più in generale, tutti i fornitori del Formedil Napoli. Chi li sceglie? Quali criteri vengono utilizzati? Esiste un albo? Chi autorizza gli affidamenti? Vengono richiesti preventivi alternativi? Quali sono gli importi?
Dalle automobili alle apparecchiature, dai servizi informatici alla comunicazione, dalla formazione alle consulenze: ogni scelta economica dovrebbe essere tracciabile.
Perché un ente che opera nel sistema della bilateralità non può pretendere fiducia senza offrire strumenti concreti per verificarne l’operato.
Un ente delle parti sociali deve essere un modello di trasparenza
Ed è questo il punto centrale. Il Formedil Napoli è governato dalle parti sociali: organizzazioni datoriali e sindacali che rappresentano il mondo dell’edilizia. Proprio per questo dovrebbe distinguersi per trasparenza, tracciabilità e rendicontazione. Il lavoratore che contribuisce al sistema non dovrebbe essere costretto a cercare informazioni. L’impresa che contribuisce al sistema dovrebbe poter sapere come vengono utilizzate le risorse.
Le attività dell’ente dovrebbero essere raccontate con continuità, non soltanto quando c’è un’inaugurazione o un evento istituzionale. Il sito e i canali social dovrebbero pubblicare periodicamente e in maniera facilmente accessibile: attività formative realizzate; numero di lavoratori e imprese coinvolti; cantieri raggiunti; progetti finanziati; consulenti e soggetti incaricati; procedure di selezione; fornitori; contratti e compensi; acquisti effettuati; risultati ottenuti.
La trasparenza non dovrebbe arrivare dopo una domanda. Dovrebbe precederla.Un ente bilaterale dovrebbe essere il primo a voler dimostrare come vengono utilizzate le risorse e quali servizi vengono restituiti al mondo del lavoro.
Dove sono i risultati?
Alla fine, le domande sono semplici. Dove è stato utilizzato il camper dopo la presentazione?Quanti cantieri ha raggiunto? Quanti lavoratori di Napoli e provincia ha coinvolto? Quanto è costato? Quanto denaro arriva al Formedil attraverso la Cassa Edile? Quanto viene speso per consulenti e formatori esterni? Come vengono selezionati? Esistono bandi, gare, albi o procedure comparative? Chi gestisce la comunicazione e i social e quanto viene pagato? Come è stata scelta la società incaricata? Dove sono state acquistate le nuove auto di servizio? Come è stata scelta la concessionaria? Quali procedure vengono utilizzate per scegliere i fornitori?
Sono domande legittime. E c’è una ragione precisa per cui lo sono. Perché il Formedil Napoli è un organismo paritetico delle parti sociali, con una missione dichiarata sulla formazione e sulla sicurezza dei lavoratori dell’edilizia. Chi contribuisce a questo sistema ha il diritto di sapere che cosa viene fatto e come vengono utilizzate le risorse.
Non basta raccontare la sicurezza. Bisogna dimostrarla.
Il punto non è mettere sotto accusa qualcuno senza prove. Il punto è esattamente l’opposto: mettere tutti nelle condizioni di verificare i fatti. Se il camper ha funzionato, si pubblichino cantieri, date, lavoratori raggiunti e risultati.
Se la formazione esterna è stata affidata attraverso procedure corrette, si pubblichino procedure, incarichi e compensi.
Se le auto sono state acquistate al miglior prezzo e attraverso una procedura trasparente, si rendano pubblici gli atti. Se la comunicazione è stata affidata a una società scelta regolarmente, si spieghi come. Se i fornitori sono stati selezionati secondo criteri oggettivi, si rendano quei criteri conoscibili.
È così che un ente delle parti sociali può distinguersi davvero. Non attraverso una maggiore quantità di comunicazione, ma attraverso una maggiore quantità di informazioni verificabili.
Perché lavoratori e imprese non sono semplici destinatari delle attività del Formedil Napoli. Sono il mondo al quale quell’ente deve rispondere. E in una città e in una provincia nelle quali la sicurezza nei cantieri continua a essere una questione drammatica, non bastano inaugurazioni, convegni e campagne.
La sicurezza si misura nei cantieri. La formazione si misura nei risultati. La gestione delle risorse si misura nella trasparenza.
E un camper presentato come simbolo della prevenzione non può restare soltanto una bella immagine. Deve esserci un viaggio da raccontare, un percorso da documentare e soprattutto risultati da mettere nero su bianco. Perché la sicurezza non è marketing. La formazione non è una vetrina.
E la trasparenza, per un ente governato dalle parti sociali, non è un optional: è il primo dovere verso i lavoratori e le imprese che quel sistema rappresenta.
Ciro Crescentini
