Europee, per la commissione Antimafia 5 candidati “impresentabili”: c’è Berlusconi

Sono nella “black list” secondo il codice di autoregolamentazione: nell’elenco anche i forzisti Bernini, Cicu, Tatarella ed Emmanuela Florino, giovane leader napoletana di Casapound. Il Pd diserta i lavori: “Serve riflessione, la legge è cambiata”

Elezioni Europee, la commissione Antimafia comunica la lista dei candidati “impresentabili”. Sono 5, tutti coinvolti in procedimenti giudiziari di varia origine. Il più noto è Silvio Berlusconi, “in quanto – spiega il presidente Nicola Morra – imputato di più reati di corruzione in atti giudiziari“. Sono le contestazioni del processo Ruby ter, in cui l’ex premier è accusato di aver pagato testimoni del dibattimento sulle “cene eleganti” di Arcore. E appartengono a Forza Italia anche altri 3 candidati dell’elenco: Giovanni Paolo Bernini, condannato a marzo dalla Corte d’Appello di Bologna a un anno e otto mesi per corruzione per un atto contrario a doveri di ufficio, e prescritto per induzione indebita a dare o promettere utilità; Salvatore Cicu, imputato per riciclaggio, con dibattimento in corso al Tribunale di Cagliari; Pietro Tatarella, attualmente in carcere, nell’ambito dell’inchiesta della Dda di Milano su presunte tangenti ai politici. Infine, c’è Emmanuela Florino, giovane leader napoletana di Casapound: è imputata per associazione sovversiva e banda armata. Tatarella è accusato di essere stato a ‘libro paga’ dell’imprenditore Daniele D’Alfonso, da cui avrebbe ottenuto 5 mila euro al mese in cambio di favori negli appalti dell’Amsa. Per lui pende un ricorso al riesame, con richiesta di scarcerazione. Escludendo Tatarella, un caso a parte, gli altri 4 sono nella “black list” perché le candidature non risultano conformi al codice di autoregolamentazione: sono casi di rinviati a giudizio e con dibattimento in corso. Intanto, il Pd diserta i lavori della Commissione Antimafia sugli “impresentabili”. “Pensiamo che – spiega il capogruppo dem Franco Mirabelli – serva una riflessione, il tema non è il codice ma far sì che il controllo delle liste venga fatto dagli uffici preposti, visto che la legge è cambiata”.

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