Il professor Giuseppe Luongo critica la risposta iniziale delle autorità e sottolinea la necessità di un monitoraggio permanente.
Il monitoraggio dei livelli di anidride carbonica (CO2) negli edifici scolastici situati nell’area dei Campi Flegrei, interessata dalle emissioni di CO2, è stato recentemente completato. Le verifiche, condotte dai vigili del fuoco e dall’Osservatorio Vesuviano, hanno confermato che tutti gli edifici controllati sono risultati sicuri, ad eccezione della palestra dell’Istituto Virgilio di Pozzuoli, dove è stato riscontrato un problema legato alle concentrazioni di CO2.
Sotto la direzione del prefetto di Napoli, Michele di Bari, continuerà il monitoraggio giornaliero dei livelli di CO2 negli edifici pubblici situati nelle zone considerate potenzialmente a rischio. I sindaci locali, inoltre, avranno il compito di verificare il rispetto delle disposizioni anche per gli edifici privati, in accordo con le ordinanze comunali emesse.
Nel corso di una riunione pomeridiana del Centro Coordinamento Soccorsi (CCS), che ha fatto il punto sulla situazione, è stato poi organizzato un tavolo tecnico per discutere le misure di sicurezza specifiche per le scuole. È stato deciso che l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) fornirà una mappa aggiornata dei flussi di CO2 nelle aree a rischio, e procederà con il monitoraggio quotidiano dei livelli di CO2 presso l’Istituto Virgilio, in attesa dell’installazione di appositi rilevatori. Inoltre, l’Ispettorato dell’Area Metropolitana organizzerà un corso di formazione destinato ai dirigenti scolastici e ai responsabili della sicurezza pubblica, per aggiornare le normative relative alla sicurezza sui luoghi di lavoro, con particolare attenzione ai rischi derivanti dalle attuali emissioni di CO2, in collaborazione con le Aziende Sanitarie Locali e la Regione Campania.
Il monitoraggio da parte del CCS sull’evoluzione della situazione continua, con l’obiettivo di coordinare le azioni necessarie per garantire la sicurezza della popolazione e degli edifici.
La riflessione del professor Giuseppe Luongo
In merito alla gestione del fenomeno delle emissioni di CO2 nei Campi Flegrei, il professor Giuseppe Luongo, ex direttore dell’Osservatorio Vesuviano, ha condiviso un importante intervento sui social, sollevando critiche sulla risposta iniziale delle istituzioni e degli esperti. Secondo Luongo, la sorpresa e la sottovalutazione della pericolosità del gas evidenziano un approccio non adeguato al problema. In particolare, il professor Luongo ha sottolineato come le autorità abbiano affrontato la questione senza avere una chiara comprensione delle sue dimensioni e delle implicazioni a lungo termine.
“L’anidride carbonica e la sorpresa della scoperta della pericolosità del gas. Questo è lo scenario che emerge dal comportamento che hanno mostrato gli esperti e quanti sono responsabili della cosa pubblica”, ha affermato Luongo, aggiungendo che non si tratta di un semplice problema emergenziale, ma di una questione che richiede l’organizzazione di un “Servizio Permanente sulla qualità dell’aria” in tutta la zona. L’ex direttore dell’Osservatorio Vesuviano ha evidenziato che le autorità non si sono rese conto che la situazione non si risolverà con il ritorno della crisi bradisismica, e che la qualità dell’aria deve essere monitorata in modo continuo e su larga scala, specialmente nelle aree sotterranee.
“Non si tratta di controllare solo qualche sottoscala senza areazione”, ha concluso Luongo, mettendo in evidenza la necessità di un impegno costante e strutturato per tutelare la salute dei cittadini di una comunità che conta 2 milioni di abitanti. Il suo intervento riflette un senso di urgenza e l’importanza di adottare misure preventive e durature per gestire le problematiche ambientali legate alle emissioni di gas nelle aree vulnerabili.

