Docenti meridionali “deportati”, il giorno dell’ira: “Il governo fermi l’esodo”

Manifestazioni in tutte le regioni del sud. La richiesta è di aprire un tavolo interistituzionale

Da Napoli a Palermo, passando per Bari, Catanzaro, Potenza. E’ il giorno dell’ira per i docenti meridionali “deportati” al nord dai criteri di assegnazione delle sedi. Vite stravolte in cambio dell’addio ad anni di precariato; prendere o lasciare. A Potenza un centinaio di insegnanti si è riunito davanti all’Ufficio scolastico regionale per denunciare un “esodo vergognoso” che sta “depauperando il Mezzogiorno”. Sotto accusa ancora la legge sulla Buona scuola, definita”incostituzionale”, e il famigerato algoritmo del Miur che ha “sparpagliato gli insegnanti del Sud dal Tevere al Tagliamento, senza tener conto delle situazioni personali e familiari e dei tanti anni passati nella scuola”. A Palermo i manifestanti sit in davanti alla Prefettura: i docenti, chiedono al governo di aprire un tavolo interistituzionale per fermare l'”esodo”. Ma da Roma non arrivano segnali.

(Foto Girolamo Leonardi/Fb)

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