Di Maio: metteremo al centro i cittadini non i mercati e le agenzie finanziarie

Il reddito di cittadinanza, modifica Legge Fornero e Flat tax le priorità da portare avanti

L’autunno sarà molto caldo e si annuncia uno scontro duro tra il governo, le agenzie di rating, i gruppi finanziari europei. L’utilizzo strumentale dello spread, la decisione dell’agenzia Fitch di portare l’outlook per l’Italia da “stabile” a “negativo”  non sembra intimidire gli esponenti di governo. Il vicepremier Luigi di Maio intervenendo dal palco della Festa del “Fatto Quotidiano” non usa giri di parole.

“Noi ci troviamo come esecutivo a un bivio storico in cui si sono trovati i governi negli ultimi 20 anni: scegliere se ascoltare un’agenzia di rating o mettere al centro i cittadini. Noi sceglieremo sempre gli italiani – ha sottolineato Di Maio – Non possiamo pensare di stare qui a rassicurare un’agenzia rating e i mercati e poi pugnalare gli italiani alle spalle. Per ascoltare le agenzie di rating negli anni si sono fatti regali alle banche, il Jobs act e la legge Fornero. Ora dobbiamo aiutare 5 milioni di poveri assoluti, gli imprenditori, risolvere i problemi di sanità e scuola. E’ un Paese in macerie da ricostruire”, ha aggiunto il ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro

REDDITO DI CITTADINANZA, LEGGE FORNERO – “Flat tax, reddito di cittadinanza e superamento della legge Fornero sono le tre priorità su cui ci siamo trovati subito e le dobbiamo portare avanti perché rappresentano tre categorie di cittadini che sono rimasti indietro per troppo tempo. Gli faremo tornare il sorriso”, ha detto il leader pentastellato. “Nel 2019 deve partire il reddito di cittadinanza”, ha precisato Di Maio e nella legge di bilancio “dobbiamo mettere le coperture per consentire almeno a 5 milioni di persone in povertà assoluta di essere reinserite nel mondo del lavoro”.

BENETTON – Di Maio è intervenuto in merito alla decisione del governo di revocare la concessione ad Autostrade per l’Italia dopo il crollo del Ponte Morandi a Genova, tragedia in cui sono morte 43 persone.

Il vicepremier è stato chiarissimo: “Siamo a buon punto per la revoca delle concessioni”, sottolineando che “a tanti giorni dal crollo di ponte Morandi non ho ancora sentito una parola dei Benetton. È un fatto di umanità. A gente con questa disumanità non metterei in mano nemmeno questa sedia, figuriamoci le autostrade su cui viaggiavano gli italiani”.

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