Decreto liquidità, 400 mld alle imprese. Scuola, il bivio è il 18 maggio

Pagamenti fiscali e contributi, sospensione ad aprile e maggio. Ospedali Covid, nella bozza aumenti tariffari

Decreto liquidità, arrivano 400 miliardi per le imprese, colpite dalla crisi coronavirus. E vengono sospesi contributi e fisco per questo e il prossimo mese. E nelle bozze spunta l’aumento tariffario per le attività rese a pazienti ospedalieri Covid19. Un punto da chiarire, in attesa della pubblicazione definitiva, sulla gazzetta ufficiale.

Il decreto liquidità. Il decreto legge prevede liquidità immediata alle aziende, con 30 miliardi appostati a sostegno di garanzie statali per 400 miliardi. Di questi, 200 sono destinati al mercato interno, 200 per l’export. Sommati ai 350 del Cura Italia, portano a 750 miliardi l’importo complessivo. “È stata una giornata intensa di lavoro – afferma in conferenza stampa il premier Conte-, un cdm che ha avuto tanto da deliberare nell’interesse degli italiani. Diamo liquidità immediata per 400 mld di euro alle nostre imprese, è una potenza di fuoco“. Con Conte i ministri del Tesoro, dello Sviluppo Economico e della Pubblica Istruzione – Roberto Gualtieri, Stefano Patuanelli e Lucia Azzolina – e il sottosegretario alla presidente del consiglio, Riccardo Fraccaro. Le garanzie verranno fornite da Sace, società per azioni del gruppo Cassa Depositi e Prestiti, specializzata nel settore assicurativo-finanziario.
“Al fine di assicurare la necessaria liquidità alle imprese con sede in Italia, colpite dall’epidemia Covid-19 diverse dalle banche e altri soggetti autorizzati all’esercizio del credito – si legge in una bozza del provvedimento, delle 16.30 di lunedì -, Sace S.p.A. concede fino al 31 dicembre 2020 garanzie, in conformità con la normativa europea in tema di aiuti di Stato e nel rispetto dei criteri e delle condizioni previste dai commi da 2 a 11, in favore di banche, di istituzioni finanziarie nazionali e internazionali e degli altri soggetti abilitati all’esercizio del credito in Italia, per finanziamenti sotto qualsiasi forma alle suddette imprese”. Con lo stesso decreto, è deliberata la sospensione di pagamenti fiscali, contributi e ritenute anche per aprile e maggio.

L’aumento delle tariffe per le strutture in emergenza. Nella bozza pomeridiana si legge un articolo riservato alle strutture sanitarie oggi in trincea. Il titolo anticipa subito il tema: “Funzioni delle strutture sanitarie che partecipano alla gestione dell’emergenza Covid 19 e maggiorazioni tariffarie”. In un comma si legge: “Le Regioni e le Province autonome possono altresì riconoscere un incremento
tariffario per le attività rese a pazienti Covid, anche in deroga alle tariffe nazionali vigenti, limitatamente al periodo emergenziale”. La norma si rivolgerebbe alle strutture con una specifica funzione per i maggiori costi, connessi all’allestimento e alla gestione dell’emergenza. Presidi inseriti nel piano previsto dal decreto del 17 marzo sull’incremento di posti letto in terapia intensiva, nelle unità operative di pneumologia e di malattie infettive. Nella relazione illustrativa si spiega perché a tali strutture si consenta di derogare ai limiti di legge. “La norma – afferma la bozza – si pone l’obiettivo di legittimare il riconoscimento di una funzione connessa ai maggiori costi sostenuti dalle strutture sanitarie che partecipano direttamente alla gestione della rete e hanno allestito in urgenza e gestiscono pazienti Covid 19, in misura correlata al valore finanziario della produzione erogata nell’anno 2019, differenziata in ragione del ruolo della stessa all’interno della rete e in deroga al limite previsto”. La stessa norma, in fase di gestazione, legittima inoltre “gli incrementi tariffari connessi alla gestione emergenziale, assicurando tale possibilità a tutte le Regioni, anche in deroga alla c.d. spending review”.
Perché le maggiorazioni tariffarie? “Sono connesse – si legge – alla copertura degli incrementi dei costi del personale e dell’assistenza alberghiera, alla quale si aggiunge la gestione di pasti individualizzati, la funzione specifica di monitoraggio, il controllo costante di tipo medico e infermieristico, la flessibilità gestoria relazionata all’andamento della sintomatologia, la sanificazione, il maggiore consumo dei Dpi, la formazione del personale ecc.”.

Conclusione dell’anno scolastico. Molto attese le misure sulla regolare conclusione dell’anno scolastico, e sullo svolgimento degli esami di Stato. Il decreto punta anche a disciplinare “l’ordinato avvio” della prossima annata a scuola. C’è una data spartiacque: il 18 maggio, oltre la quale cambierà tutto, qualora non sarà possibile il rientro a scuola. In ogni caso, la parola d’ordine è flessibilità. Se si riuscirà a riaprire gli istituti entro il 18 maggio, le ordinanze del ministero dell’istruzione, per entrambi i cicli scolastici, “potranno adattare i requisiti di ammissione – spiega una nota – alla classe successiva previsti dalla normativa vigente, in considerazione della effettiva possibilità di recupero degli apprendimenti e dell’impegno dimostrato dagli alunni”. Per l’esame di Stato, c’è già un punto fermo: le commissioni avranno come criterio direttivo la presenza di commissari interni, con presidente esterno. “Si potranno rivedere le prove di esame – recita il comunicato di Palazzo Chigi – rispetto a quanto previsto, con la possibilità della sostituzione della seconda prova a carattere nazionale con una predisposta dalla commissione di esame della specifica istituzione scolastica, sulla base di criteri di uniformità dettati a livello nazionale”. C’è poi il piano B, “nella più grave ipotesi in cui lezioni in presenza non riprendano entro il 18 maggio 2020, o che per ragioni legate all’emergenza sanitaria gli esami non possano svolgersi in presenza”. In tal caso le ordinanze ministeriali potranno disporre modalità telematiche per la valutazione finale degli alunni e per gli scrutini finali. Inoltre, per l’esame di licenza media sarà consentito sostituire l’intera prova con la valutazione finale da parte del consiglio di classe, “integrando la stessa con la valutazione di uno specifico elaborato redatto dallo studente candidato”. In pratica, salterebbe quasi del tutto. “La definizione di contenuti e modalità di esecuzione di tale elaborato – aggiunge la nota – saranno definite nell’ordinanza stessa”. Modifiche straordinarie anche per la maturità: “Vi potrà essere la previsione di un solo colloquio, sostitutivo di tutte le prove di esame. Tale eventualità richiederà la rimodulazione dello stesso colloquio e dei punteggi di esame previsti”.

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