de Magistris critica Mattarella: “ingiusto sulla tragedia in Palestina”

il portavoce di Potere al Popolo unica voce critica in merito al discorso di fine anno del Presidente della Repubblica

Il portavoce di Unione Popolare, Luigi de Magistris è l’unica voce fuori dal coro in merito al discorso di fine anno del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e le posizioni assunte sulle guerre a Gaza e in Ucraina

Trovo ingiusto e non condivisibile il suo fondamentale passaggio sulla terribile tragedia in Palestina – scrive de Magistris in un post su Facebook – Non una parola sulle migliaia di bambine e bambini barbaramente uccisi, sul bombardamento di ospedali e chiese, scuole ed edifici civili, nulla sul genocidio, sulla pulizia etnica e sui crimini di guerra e contro l’umanità commessi dallo Stato d’Israele, niente di niente sull’occupazione illegale israeliana della Palestina e sulla devastante tragedia umanitaria a Gaza dove non ci sono acqua, cibo e medicine”

Caro Presidente, non c’è pace senza verità e giustizia, allora dobbiamo tutte e tutti usare parole chiare e giuste ed indicare davanti alla storia chi sono gli oppressi e chi sono gli oppressori – aggiunge de Magistris – Lei è stato chiaro dal mio punto di vista, ma non giusto, con rispetto ma con la critica che la mia libertà e la costituzione repubblicana mi consentono di poter rivolgere anche alla massima carica dello Stato”

Mi auguro che nell’anno appena iniziato ogni persona abbia la libertà, la volontà e il coraggio di scegliere da che parte stare della storia, di non essere mai indifferente o complice. Ho scelto da ragazzo, da laureato, da magistrato, da parlamentare, da sindaco, da intellettuale, da uomo laico e credente, di stare sempre dalla parte degli oppressi, mai degli oppressori – conclude de Magistris – È la sete di giustizia che mi ha sempre agitato. E mi auguro anche, sig. Presidente, che non sia mai più violato nella nostra repubblica antifascista l’art. 11 della Costituzione e che, quindi, si interrompa immediatamente la cessione di armi da parte dello Stato soprattutto in Ucraina”

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