Covid, barricate in Spagna contro il coprifuoco

Saccheggi e scontri a Madrid e nei tre capoluoghi baschi

Dure proteste in Spagna contro le restrizioni e il coprifuoco imposti dal governo per fermare il coronavirus. Barricate, blocchi, cortei e scontri con le forze dell’ordine a Madrid, Logrono, Malaga, i tre capoluoghi baschi e Santander.

Gli scontri, che si sono estesi ad altre parti del Paese rispetto a quelli avvenuti venerdì, hanno portato all’arresto di 46 persone – di cui 32 a Madrid – e al ferimento di undici agenti. Lancio di oggetti, incendi e distruzione di arredi sono stati il comune denominatore delle manifestazioni che, come accaduto venerdì sera, nella maggior parte dei casi sono state convocate sui social per protestare contro il coprifuoco e i lockdown locali.

La protesta più violenta è stata quella nella capitale spagnola, dove gli scontri hanno provocato dodici feriti, tre dei quali poliziotti e 32 arresti. Allontanate da Puerta del Sol, dove era stata indetta una manifestazione con lo slogan “Usciamo in piazza, la gente è stanca“, le centinaia di partecipanti si sono recati all’Opera e, in seguito, diverse decine di persone sono andate Plaza de Espana, dove hanno eretto barricate e bruciato bidoni per tagliare la Gran Via.

Si sono quindi scontrati poi con gli agenti antisommossa intervenuti: hanno lanciato pietre anche contro alcuni negozi e distrutto arredi nell’arteria principale di Madrid. Scene simili si sono viste anche nelle altre città, tra cui Logrono, dove sono stati saccheggiati alcuni negozi

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