Coronavirus, pronta la bozza del “decreto lavoro”: tante novità

Reddito di emergenza per tre mesi, meno restrittivo quello di cittadinanza. Blocco dei licenziamenti, la cassa integrazione prorogata per altri 9 mesi

Reddito di emergenza che si potrà integrare con il nuovo reddito di cittadinanza a maglie più larghe. Rinnovo di tutti gli ammortizzatori compreso il bonus autonomi, che a maggio salirà a 1000 euro ma solo per le categorie più provate dalla crisi. Prende forma il decreto per la tutela del lavoro e il sostegno al reddito che il governo proporrà maggio con gli interventi economici anti-Coronavirus. Tra questi anche l’incentivo a comprare bici e monopattini per decongestionare i mezzi pubblici, con i negozi pronti a riaprire a breve non appena ci sarà l’ordinanza del Mise.
Fino a mercoledì, quando il testo dovrebbe arrivare sul tavolo del Consiglio dei ministri, ci sarà tempo per limare le misure ma l’impianto degli aiuti a famiglie e lavoratori risponde in gran parte agli annunci fatti finora. Cassa integrazione e cassa in deroga saranno rinnovate per altre 9 settimane: in tutto diventano 18 settimane di ammortizzatori che si potranno chiedere in una finestra di altri sei mesi, fino a fine ottobre. I tempi per vedere gli accrediti sul conto corrente dovrebbero essere più rapidi, perché la richiesta andrà fatta entro la fine del mese in cui si attiva lo strumento e l’Inps avrà poi tempi stretti per erogarlo. Con un click dovrebbe poi arrivare “in 24 ore” il bonus per partite Iva e autonomi per il mese di aprile.

CHI PRENDERA’ IL BONUS PER LA PRIMA VOLTA

Una delle grandi novità è il bonus che sarà dato lavoratori intermittenti, nuovi stagionali, occasionali, venditori a domicilio, lavoratori dipendenti e autonomi, che per causa del Coronavirus hanno cessato, ridotto o sospeso la loro attività o il loro rapporto di lavoro. Riceveranno 600 euro per il mese di aprile e altrettanti per maggio. Per ricevere il sostegno, gli intermittenti devono aver lavorato l’anno scorso almeno trenta giorni (il periodo di riferimento arriva precisamente al 31 gennaio 2020). I dipendenti stagionali che non appartengono ai settori del turismo e degli stabilimenti termali, avranno il bonus se “hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 31 gennaio 2020″ e lavorato per almeno 30 giorni nello stesso periodo. Lo stesso importo andrà agli autonomi, privi di partita Iva, che sono stati titolari di un contratto occasionale tra il primo gennaio dell’anno scorso e il 23 febbraio di quest’anno. Gli incaricati delle vendite a domicilio potranno accedere all’aiuto se titolari di partita Iva e con un reddito dichiarato l’anno scorso da questa attività superiore a cinquemila euro. Il bonus anche agli iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo “con almeno 15 contributi giornalieri versati” al Fondo stesso nel 2019, da cui deriva un reddito non superiore da 35mila euro. E non devono avere una pensione.

Il bonus andrà anche a chi percepisce un reddito di cittadinanza inferiore ai 600 euro. In questo caso, il bonus si sommerà al reddito di cittadinanza sotto forma di stanziamento aggiuntivo. Il totale, però, non potrà superare i 600 euro. Per tutti gli autonomi, indipendentemente dalla categorie di appartenenza, la bozza del decreto dice che l’Inps erogherà i soldi in un’unica soluzione. 

REDDITO DI EMERGENZA TRA 400 E 800 EURO PER TRE MESI, CON ISEE SOTTO I 15 MILA EURO

Il reddito di emergenza è istituito da maggio e sarà erogato dall’Inps per tre mesi a decorrere dal mese in cui verrà presentata la domanda (la presentazione scade a luglio). Andrà ai single e alle famiglie che stanno avendo più difficoltà. Sarà un contributo pari a 400 euro per i single, mentre per le famiglie potrà salire fino a un massimo di 800 euro. 

Le famiglie che possono fare domanda devono essere residenti in Italia, avere un Isee inferiore a 15mila euro e un patrimonio mobiliare sotto i 10mila euro. La soglia cresce di cinquemila euro per ogni componente successivo al primo e fino a un massimo di 20mila euro. Un altro criterio che deve essere soddisfatto è quello del reddito familiare: nel mese che precede la richiesta del beneficio, deve essere inferiore alla soglia del beneficio stesso, cioè sotto i 400 euro in caso di un single e man mano a salire in base al numero dei figli. Se c’è un componente che riceve il bonus da 600 euro, la famiglia non riceverà il reddito di emergenza. 

MENO RESTRIZIONI PER AVERE IL REDDITO DI CITTADINANZA

Cambiano i requisiti di accesso, ma fino a ottobre. L’allentamento di alcuni paletti, infatti, riguarderà le domande presentate dal primo luglio al 30 ottobre. Per avere il reddito di cittadinanza, l’Isee massimo deve essere attualmente inferiore a 9.360 euro: salirà a 10 mila euro, permettendo quindi a più cittadini di accedere alla misura. La soglia del valore del patrimonio immobiliare salirà da 30 mila a 50mila euro, mentre quella del patrimonio mobiliare da 6 mila a 8 mila. Decade l’obbligo di non possedere una macchina immatricolata da poco tempo, mentre resta in vigore il divieto di avere un’imbarcazione. 

MASCHERINE PER TUTTI I LAVORATORI, VOLONTARI, COLF E BADANTI

Nella bozza del decreto per il lavoro sono previste modifiche alle norme contenute nel Cura Italia relative all’utilizzo fino a fine luglio delle mascherine nei luoghi di lavoro, laddove non è possibile mantenere la distanza di un metro. Il decreto di marzo identificava nelle mascherine “i dispositivi di protezione individuale” necessari a contenere la diffusione del virus e faceva riferimento ai lavoratori. Ora si fa riferimento a “tutti i lavoratori e volontari, sanitari e non”. E si prevede che le disposizioni si applichino anche “ai lavorati addetti ai servizi domestici e familiari”, quindi colf e badanti. 

TUTELA SANITARIA ECCEZIONALE PER I LAVORATORI PIU’ A RISCHIO

I datori di lavoro assicureranno “la sorveglianza sanitaria eccezionale” dei lavoratori maggiormente esposti a rischio di contagio “anche da patologia Covid-19”. Quei datori di lavoro che non hanno l’obbligo di nominare il medico competente per effettuare la sorveglianza sanitaria, potranno nominarne uno per il periodo dell’emergenza o richiedere il servizio alle Asl piuttosto che all’Inail. I lavoratori che risulteranno temporaneamente “inidonei alla mansione” riceveranno un’indennità Inps pari all′80% dello stipendio. Una novità anche sul fronte della vigilanza sul lavoro. In via eccezionale, il ministero del Lavoro si avvalerà non solo dell’Ispettorato del lavoro, ma anche del Comando dei carabinieri per la tutela del lavoro. 

PER LE BADANTI E LE COLF UN INDENNITA’ DI SOSTEGNO TRA 400 E 600 EURO

A marzo i lavoratori domestici non erano stati contemplati negli aiuti. Chi ha uno o più contratti con più di 20 ore settimanali riceverà 600 euro per il mese di aprile e altri 600 per quello di maggio. Chi è sotto la soglia delle 20 ore settimanali riceverà sì l’indennità, ma sarà pari a 400 euro. Per ricevere l’indennità bisognerà soddisfare due requisiti: non essere conviventi con il datore di lavoro e una “comprovata riduzione” dell’orario lavorativo di almeno il 25 per cento. Il sostegno è incompatibile con il reddito di emergenza e con l’indennità di disoccupazione, mentre potrà averlo chi prende un reddito di cittadinanza basso, arrivando al massimo a un totale di 600 euro sommando i due sostegni. Le domande andranno presentate ai patronati e sarà poi l’Inps a erogare il dovuto in un’unica soluzione. 

PER I GENITORI CHE LAVORANO CONGEDI FINO A SETTEMBRE. CONFERMATI VOUCHER BABY SITTER FINO 1200 EURO. DETRAIBILI LE SPESE PER I CENTRI ESTIVI

Arrivano altri quindici giorni di congedo per i genitori che lavorano e che hanno figli fino a 12 anni. Il congedo è sempre retribuito al 50% dello stipendio. Senza retribuzione per i figli fino a 16 anni.

Per aprile e maggio ci sarà un nuovo voucher baby sitter da 1.200 euro, che potrà essere speso anche per i centri estivi, “i servizi socio educativi territoriali” e i “servizi integrativi o innovativi per la prima infanzia”. I 12 giorni di permessi retribuiti aggiuntivi, previsti dal Cura Italia per marzo e aprile, saranno replicati: altri dodici giorni usufruibili a maggio e giugno. 

Una new entry è la detrazione delle spese, per un massimo di 300 euro, relative alla frequentazione di centri estivi e centri di aggregazione giovanile da parte dei figli fino a 16 anni. Però solo per chi ha un reddito non superiore a 36mila euro 

ALTRE NOVE SETTIMANE DI CASSA INTEGRAZIONE

La cassa integrazione per l’emergenza sarà prolungata di altre nove settimane, fino al 31 ottobre. I datori di lavoro dovranno fare più rapidamente. Prima la domanda doveva essere presentata entro la fine del quarto mese successivo a quello in cui ha avuto inizio la sospensione o la riduzione dell’attività lavorativa. Con il nuovo round, invece, entro la fine del mese di inizio del periodo.

BLOCCO DEI LICENZIAMENTI PER ALTRI TRE MESI

Non si potrà licenziare per altri tre mesi. Con il Cura Italia, che prevedeva uno stop di due mesi, il totale sale a cinque mesi. Qualcuno ha licenziato per “giustificato motivo oggettivo” all’inizio dell’emergenza: potrà ripensarci e chiedere la cassa integrazione in deroga dalla data del licenziamento. In questo modo, il rapporto di lavoro verrà ripristinato senza oneri né sanzioni per il datore di lavoro. La misura vale per i rapporti di lavoro interrotti tra il 23 febbraio e lo stop ai licenziamenti, in vigore dal 17 marzo. 

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