Coronavirus: le imprese prima licenziano, ‘piangono’ e poi chiedono sussidi allo Stato

Il liberismo è un’infezione sociale che aggrava quella sanitaria

I costi dell’emergenza Coronavirus, della conseguente crisi economica e sociale vengono scaricati sui lavoratori e la povera gente. Le imprese, gli imprenditori puntualmente chiedono  aiuti, sgravi e sussidi al governo ma non esitano a licenziare. Altro che solidarietà sociale tra datori di lavoro e dipendenti. Licenziano senza pietà grazie alla legge Fornero, al Jobs Act e all’abolizione dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori che consentono la libertà di buttare le persone sul lastrico senza vincolo alcuno. La lettera che pubblichiamo  si commenta da sola. E’ la formalizzazione del licenziamento di un lavoratore dipendente di un albergo di Abano Terme in provincia di Padova causata dal Coronavirus. “Eccolo qua il primo atto di solidarietà sociale dal mondo delle imprese – commenta Giorgio Cremaschi portavoce nazionale di Potere al Popolo –  Dopo i richiami autorevoli a stare tutti uniti ecco un lavoratore licenziato in tronco causa crisi economica da  CoronaVirus. E a proposito di scuole chiuse si segnalano casi di lavoratrici e lavoratori precari che non possono stare a casa per accudire i figli, perché temono che al ritorno il lavoro non ci sia più – continua Cremaschi –  Non sono effetti collaterali della malattia, sono effetti diretti del Jobs Act e di tutte le leggi che hanno distrutto i diritti del lavoro. Che come quelle che hanno tagliato miliardi alla sanità pubblica, ora diventano il brodo di coltura per allargare gli effetti devastanti del virus – sottolinea Cremaschi –  Il liberismo è un’infezione sociale che aggrava quella sanitaria. Ora se si vogliono contenere entrambe bisogna prendere subito misure sociali, ed una di queste è bloccare per legge i licenziamenti. Siamo in guerra ? Bene nel 1945 per legge furono a tempo bloccati i licenziamenti – conclude il portavoce di Potere al Popolo – Ci vuole un provvedimento analogo perché i padroni, come il mercato, non sono capaci di autoregolarsi, nemmeno di fronte ai più elementari doveri di umanità”. Tantissimi gli esuberi notificati nelle ultime ore. Le agenzie interinali e i call center licenziano, i ristoranti licenziano, gli alberghi licenziano e poi chiedono soldi allo Stato.  E tutti utilizzano le famigerate leggi volute dai governi di centro destra e di centro sinistra che si sono avvicendati negli ultimi 20 anni nel nostro Paese. Leggi che hanno prodotto altre epidemie e altri contagi provocando massacri sociali.

Ciro Crescentini

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