Coronavirus, la grande menzogna

Riceviamo e pubblichiamo integralmente

Marzo 2020, oltre che per la pandemia da Covid 19, sarà ricordato per le grandi speculazioni finanziarie che si sono verificate. L’ uomo, non riesce a stare concentrato su più emergenze contemporaneamente ed in modo automatico , focalizza la sua attenzione sul bisogno primario di salvaguardare la sua incolumità e quella dei suoi cari. Certo, nessuno può pensare che la vita abbia poco valore e, per preservarla si è disposti a fare qualche ” temporanea rinuncia” come la limitazione delle libertà collettive e individuali.

Si è disposti persino a tenere le distanze dagli affetti più cari, genitori, figli lontani o amici in difficoltà. Tutti uniti ma distanti per non restare unti da questo nemico invisibile e letale come  il Covid 19. Ma è veramente così letale questo spietato killer dell’era moderna, oppure è semplicemente uno strumento di governo dei popoli? Il dibattito tra illustri scienziati nelle ultime settimane ci lascia a dir poco interdetti.

Per noi comuni mortali, la scienza dovrebbe avere pochi margini di differenza e, assistere a indecenti teatrini di ridicolizzazione delle teorie sostenute dalle controparti, mortifica la scienza stessa e i progressi fatti in questi secoli. Per evitare di essere inquadrati come catastrofisti o negazionisti, ci atterremo unicamente a quanto ha stabilito l’OMS ( Organizzazione Mondiale Sanità) che nulla ha da temere, considerato che il suo scopo riconosciuto è la salvaguardia della salute della umanità.

Tedros Adhanom, direttore dell’OMS, il 30 gennaio scorso, dopo la seconda riunione del comitato di sicurezza, ha dichiarato lo stato di PHEIC ( Public Healt Emergency of International Concern) ovvero un allarme che applica un rigido protocollo sanitario in cui si forniscono raccomandazioni univoche e misure temporanee agli stati membri che dovrebbero rivedere le loro politiche in ordine a viaggi, commerci e quarantene. Non sono misure vincolanti dal punto di vista politico, ma sono di estrema importanza per la salvaguardia della salute.

Ma cosa succede dopo questo importante allarme in Italia?

Il 31 gennaio, il consiglio dei ministri, recepisce la direttiva OMS e stanzia, considerata la pericolosità della diffusione della epidemia PHEIC, la cifra irrisoria di 5milioni di Euro per il potenziamento del Servizio sanitario nazionale, onde poter fronteggiare la diffusione del virus. Passano quaranta giorni, utili per potenziare le terapie intensive di tutti gli ospedali, ma il fondo non viene implementato così come inizialmente previsto e la situazione del SSN rimane pressoché immutata.

Alcune regioni del nord intanto, vanno in grande difficoltà ed il governo si prepara ad emanare un nuovo strumento legislativo per superare le lungaggini parlamentari.

L’ undici marzo, il Presidente Conte, ufficializza il primo DPCM che prevede una serie di strumenti restrittivi sulla movimentazione delle persone per contenere la diffusione del contagio.

Purtroppo c’è una inspiegabile falla nella organizzazione del governo e, una fuga di notizie poche ore prima della ufficializzazione del decreto, spaventa la popolazione, in modo particolare quella residente nelle aree definite focolai, ed inizia a muoversi in maniera indiscriminata ed incontrollata per potersi ricongiungere alle famiglie di origine prevalentemente nel sud Italia. È il caos.

Il Governo, alla luce di ciò, ha disatteso le indicazioni contenute nella PHEIC dell’OMS che invitava a contenere, regolamentare e controllare le movimentazioni di persone e merci, per non favorire la diffusione del contagio. Il 12 marzo, l’OMS dichiara lo stato di pandemia, ovvero innalza l’asticella della pericolosità sulla diffusione del virus.

Tedros Adhanom, nel comunicare la decisione precisa:

” QUESTA NON È UNA DECISIONE CHE ABBIAMO PRESO ALLA LEGGERA.ABBIAMO EFFETTUATO QUESTA VALUTAZIONE PER DUE MOTIVI PRINCIPALI: PRIMO, A CAUSA DELLA VELOCITÀ E DELLA PORTATA DELLA TRASMISSIONE.

LA SECONDA RAGIONE È CHE, NONOSTANTE I NOSTRI FREQUENTI AVVERTIMENTI, SIAMO PROFONDAMENTE PREOCCUPATI CHE ALCUNI PAESI NON STIANO AFFRONTANDO QUESTA MINACCIA CON IL LIVELLO DI IMPEGNO NECESSARIO PER CONTROLLARLA”

Un macigno nella definizione delle responsabilità.

Ma il buon dott. Adhanom, va oltre l’allarme e dice:

“QUESTA È UNA PANDEMIA CONTROLLABILE. TUTTI I PAESI, DEVONO TROVARE UN BUON EQUILIBRIO TRA PROTEZIONE DELLA SALUTE, PREVENZIONE DELLE PERTURBAZIONI ECONOMICHE E SOCIALI E RISPETTO DEI DIRITTI UMANI.”

Conclude il suo intervento elencando gli aiuti già inviati ai diversi stati.

Ma cosa succede intanto da noi?

Le regioni e le amministrazioni locali, iniziano ad emanare provvedimenti ulteriormente restrittivi delle libertà personali, motivandole con l’esigenza di contenere il contagio ma intanto nessuno fa niente per accogliere l’invito dell’OMS POTENZIANDO IL SISTEMA SANITARIO.

Si susseguono chiarimenti, interpretazioni, accavallamenti ma tutti si raccordano alla prima possibile data di contenimento della pandemia fissata al 25/03 , data in cui si dovrebbe registrare il massimo picco dei contagi. La data viene poi spostata al  3 di aprile e successivamente al  14 di aprile e, viene anticipato che è possibile che misure di contenimento possono essere estese fino a luglio prossimo proprio come previsto nel consiglio dei ministri del 31 gennaio.

C’ è confusione, incertezza, indecisione.

Il sedici marzo, il Governo emana un Decreto legge denominato CURA ITALIA in cui si dispongono svariati provvedimenti economici per il potenziamento del Servizio Sanitario Nazionale e per contenere il contagio, ma siamo ormai a 45 giorni dall’allarme ufficiale e con una movimentazione di persone paragonabile solo agli esodi delle vacanze.

Il decreto prevede misure economiche insufficienti e tardive rispetto alle indicazioni dell’OMS e anche le misure di contenimento risultano essere tardive e al limite delle libertà sancite dalla Costituzione.

Verrebbe da chiedersi, ma allora è solo un problema di incapacità della politica di dare risposte adeguate e veloci?

Probabilmente no.

Che si tratti di emergenza sanitaria critica o di pandemia, la finanza non conosce soste e cinicamente continua la sua attività e stranamente alcuni avvenimenti e date si incrociano in maniera inquietante.

Negli ultimi giorni, tra le misure pensate per fare fronte alla grave crisi economica che sta prendendo piede, si è sentito parlare di Pandemic Bond, ma cosa sono?

La banca mondiale, sottoscrive con gli investitori una sorta di assicurazione al contrario.

A dichiarazione di pandemia ufficializzata e, tenendo conto dei vincoli previsti, legati al numero di morti e alle aree regionali maggiormente colpite, le obbligazioni vengono rimborsate in quota parte, ovviamente con percentuali a scalare.

In poche parole, CHI AVRÀ PIÙ VITTIME?

Un gioco per ricchi cinici.

Questa però è la rappresentazione della situazione odierna ma l’ultima emissione di Pandemic Bond, risale al 2017 per un importo pari a 320 milioni di dollari e per una pura coincidenza la scadenza di questi bond è fissata a marzo 2020.

Purtroppo però non finisce qui. Nel 2019 il fondo americano Bridgewater, punta 1,5 miliardi di dollari in una operazione di short selling ( vendita allo scoperto) sul crollo della borsa italiana e, la scadenza di questo investimento è fissata al 12 di marzo ovvero alla data di dichiarazione dello stato di pandemia.

L’Italia però è dotata di strumenti di controllo per evitare queste speculazioni in borsa, ma stranamente nonostante il nostro indice nella giornata del 12 di marzo registra un calo del 17% che si consolida poi al 35% nel mese, la CONSOB ritiene regolari queste operazioni senza ravvisare la necessità di adottare provvedimenti.

Quello che si intuisce è che interessi finanziari, hanno giocato un ruolo fondamentale in questa emergenza e speriamo che domani non pregiudichino il ripristino delle libertà democratiche.

Gli errori della politica in questa vicenda sono stati tanti ma quello più grave incombe ancora come pericolo.

Se entro pochi giorni il Governo non mette in campo misure di contrasto adeguate alla situazione, prevedendo azzeramento delle debitorie per mutui e presti, sospensioni di utenze e tasse e reale sostegno alle famiglie con un reddito di quarantena, azzererà l’effetto del contenimento del contagio e si troverà a gestire seri problemi di ordine pubblico.

Un popolo spaventato che prende coscienza di essere affamato e ulteriormente indebitato potrebbe diventare la vera emergenza da affrontare.

Ciro Silvestri

Fonti :

World Healt Organization

Epicentro Istituto Superiore Sanità

G. Tolino

Rel. G. Tolino

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