Chiusure domenicali, Il Pd Sala discrimina: “Di Maio falle ad Avellino, non rompere le palle”

Il sindaco di Milano: “Una follia lo stop festivo a negozi e centri commerciali, noi abbiamo un modello che funziona e 9 milioni di turisti”. La replica del vicepremier: “Per il sindaco fighetto i diritti delle persone sono una rottura? E chi se ne frega!”

La Lega non è una costola della sinistra, sembra chiaro. Ma la sinistra sta diventando una costola della Lega. O meglio: la sedicente sinistra, ossia il Pd, sempre più lontana dai valori progressisti. L’ultimo lapsus freudiano è del sindaco di Milano, Beppe Sala, un tempo beniamino del renzismo. Oggi, pur avendo scaricato l’ex leader in disgrazia, Sala continua a picconare la residua parentela tra Pd e sinistra. “La proposta del vicepremier Luigi Di Maio sulle chiusure domenicali di negozi e centri commerciali – afferma il sindaco meneghino in un incontro pubblico – la trovo una follia. Se la vogliono fare in provincia di Avellino la facciano, ma a Milano è contro il senso comune. Pensassero alle grandi questioni politiche, non a rompere le palle a noi che abbiamo un modello che funziona e 9 milioni di turisti”. Lo stile è celodurista, la sostanza è molto lumbard. Forse Sala si ricorda che Di Maio è nativo proprio di Avellino, pur essendo originario di Pomigliano. Ma di certo il senso è chiaro: esistono due Italie, e a Milano non ne vogliono sapere, di adattarsi ai ritmi del profondo sud. Il vicepremier, dal canto suo, replica su Instagram: “Per il sindaco di Milano Sala i diritti delle persone sono una rottura di palle. Nessuno vuole chiudere nulla a Milano né da nessun altra parte, ma chi lavora ha il diritto a non essere più sfruttato. Questo rompe le palle a un sindaco fighetto del Pd? E chi se ne frega!”.

 

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