Il sindacato denuncia il “pacchetto sicurezza” del Governo come misura repressiva e difende gli spazi sociali come luoghi culturali e di partecipazione giovanile
La Cgil di Napoli e Campania ha confermato la propria partecipazione alla manifestazione “Amore che resiste”, prevista per sabato 14 febbraio a Napoli, promossa in difesa degli spazi sociali minacciati di sgombero, tra cui il centro sociale Officina 99.
Secondo il sindacato, scendere in piazza rappresenta “un passo naturale nel percorso di impegno civile che ci ha visti parte attiva della rete ‘A pieno regime’ contro il Dl Sicurezza”. La recente approvazione del cosiddetto “pacchetto sicurezza”, tramite decreto urgente, è definita come “una strategia esclusivamente repressiva, che criminalizza il dissenso e riduce le mobilitazioni a una questione di ordine pubblico”.
La Cgil sottolinea il legame tra la difesa degli spazi sociali e la tutela dei diritti dei lavoratori: “Molte volte siamo scesi in piazza per rivendicare salari, sicurezza sul lavoro e diritti fondamentali. Oggi, minacciare di sgomberare luoghi che svolgono un ruolo sociale e culturale nei quartieri più difficili significa ignorare la funzione essenziale che questi spazi hanno per giovani e comunità locali”.
Gli spazi sociali vengono descritti come “luoghi di incontro, confronto e produzione culturale”, che contribuiscono alla vita collettiva della città. Il sindacato critica la discrepanza tra la priorità data dal Governo alla repressione e la grave crisi economica e sociale in corso: “In un contesto segnato da disoccupazione crescente, precarietà e insicurezza, appare incomprensibile considerare manifestazioni e centri sociali come emergenze urgenti da trattare”.
Il comunicato si chiude con un richiamo ai problemi concreti della società: “Nonostante tre decreti sicurezza negli ultimi tre anni, femminicidi, incidenti sul lavoro e precarietà occupazionale continuano a rappresentare una realtà quotidiana. La stabilità lavorativa è un miraggio per molti e l’incertezza domina la vita di giovani e meno giovani. Difendere gli spazi sociali significa anche difendere il diritto a un futuro più sicuro e inclusivo”.
CiCre

