Caserta,  assunzioni e call center falsi: 5 arresti e 30 indagati

 

Sottratti illegalmente all’Inps circa 400 mila euro

Call Center fittizi e false assunzioni di lavoratori di lavoratori per intascare soldi pubblici. Una colossale operazione truffaldina smantellata grazie al sistematico lavoro di investigazione e d’inchiesta operate dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere e  dai carabinieri della compagnia di Santa Maria Capua Vetere e della stazione di Grazzanise. Quattro persone sono finite agli arresti domiciliari, 30 sono gli indagati.  Sono finiti ai domiciliari tra Caserta e provincia Carlo Bianco, Fabio Martino De Carles, Anthony Concu e Antonio Monte, i quali rispondono di associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Il “sistema” consisteva nel creare call center solo per assumere fittiziamente dipendenti, da licenziare per poi lucrare sull’indennità di disoccupazione. I quattro furono arrestati anche l’anno scorso, sempre per truffa, quella volta alle assicurazioni, simulando finti incidenti per ottenere la necessaria certificazione certificazione medica da allegare alla richiesta di indennizzo.

L’inchiesta, si è protratta con intercettazioni telefoniche e ambientali e l’acquisizione di documenti. Sono stati inoltre sequestrati gli smartphone di alcuni indagati, in particolare di Bianco, cosa che ha permesso di ricostruire l’organigramma dell’organizzazione e le sue modalità operative. È emerso quindi che nel Casertano il gruppo era dedito anche alle truffe all’Inps: in particolare, è stata accertata la creazione di cinque falsi call center presso cui sono risultati assunti 96 lavoratori. Per rendere più verosimile la loro presenza, i responsabili delle aziende fittizie inviavano all’Inps le previste comunicazioni e i contributi, ma giusto per il tempo necessario a far maturare ai lavoratori il diritto alla Naspi. Diverse le anomalie che hanno permesso di scoprire il raggiro: i lavoratori dei falsi call center venivano licenziati tutti nello stesso giorno, nonostante le aziende fossero intestate a persone diverse, come la richiesta di indennizzo arrivava dallo stesso indirizzo. Tra il 2015 e il 2017 la cifra truffata ai danni dell’Istituto per la previdenza sociale é stata di circa 400 mila euro. Le ordinanze di custodia cautelare sono state eseguite dai carabinieri nei comuni di Formia, Genzano di Lucania, Capua e Udine.

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