Il Desk
  • Campania
    • Napoli
    • Salerno
    • Avellino
    • Benevento
    • Caserta
  • Attualità
  • Sport
  • Arte e Cultura
  • Musica e Spettacoli
  • Economia e Società
  • Rubriche
No Result
View All Result
  • Campania
    • Napoli
    • Salerno
    • Avellino
    • Benevento
    • Caserta
  • Attualità
  • Sport
  • Arte e Cultura
  • Musica e Spettacoli
  • Economia e Società
  • Rubriche
No Result
View All Result
Il Desk
No Result
View All Result

Caporalato nel food delivery: Glovo e Foodinho sotto controllo giudiziario a Milano

Redazione by Redazione
9 Febbraio 2026
in Attualità, Notizie correlate
0

L’inchiesta del pm Storari evidenzia lavoro subordinato mascherato da autonomo, sfruttamento economico e assenza di tutele per migliaia di rider

Il lavoro è formalmente autonomo, ma nei fatti subordinato a un algoritmo. È questo il quadro che emerge dall’indagine della Procura di Milano che ha portato al controllo giudiziario di Foodinho, società di delivery del gruppo Glovo, accusata di caporalato. Secondo il pm Paolo Storari, migliaia di rider lavorano fino a dodici ore al giorno, sei o sette giorni a settimana, per compensi medi inferiori ai 900 euro mensili. Il 75% dei ciclofattorini ascoltati dagli investigatori vive sotto la soglia di povertà. Pagati a consegna, senza tutele, costretti a sostenere tutti i costi — bici, manutenzione, strumenti di lavoro — operano sotto un controllo costante tramite app, con geolocalizzazione continua e direttive operative vincolanti. Una condizione di bisogno diffuso, aggravata da fragilità economiche e migratorie, che secondo la Procura viene sistematicamente sfruttata dall’azienda. Da qui la decisione di commissariare la società per intervenire sul modello organizzativo, ritenuto strutturalmente illecito.

Dietro i numeri dell’inchiesta ci sono storie che si somigliano tutte, perché tutte raccontano l’assenza di alternative. Storie di uomini che pedalano per ore, attraversando la città avanti e indietro, legati a uno schermo che decide se e quanto guadagneranno.

Stefan vive con la compagna in una stanza affittata in contanti a 450 euro al mese. «Tolto l’affitto ci restano circa 400 euro per vivere», racconta. Lei non lavora: «È stata operata al cuore». Stefan usa una bici non elettrica, lavora molte ore e guadagna tra gli 800 e i 900 euro al mese. Quando può manda qualcosa alla madre rimasta in Bulgaria.

Rashif lavora sette giorni su sette. «Ho provato a cambiare ma non ci sono mai riuscito. Sono costretto a fare questo per sopravvivere e mandare soldi in Pakistan». Dice di aver scioperato, insieme ad altri, senza che nulla cambiasse.

Per Faruk le giornate arrivano a durare 12 o 13 ore consecutive. Solo così riesce a raggiungere i 1.500 euro mensili che gli permettono di mantenere la moglie, un figlio di sei mesi e aiutare la madre in Ghana. Ridurre le ore non è un’opzione.

Molti sono costretti a lavorare per più piattaforme. Ihsan alterna Glovo e Deliveroo: vive in una casa condivisa con altri tre rider, paga 200 euro di affitto e invia 300 euro al mese alla madre in Pakistan. Muhammad lavora dalle 10 alle 22 ogni giorno. Ha 44 anni e vorrebbe cambiare, ma «le aziende preferiscono assumere i giovani», spiega.

Formalmente sono lavoratori autonomi, con partita IVA o ritenuta d’acconto. In realtà trascorrono ore collegati all’app, in attesa di una chiamata. Ogni consegna vale circa 2,50 euro. In una giornata possono arrivare a farne trenta, percorrendo anche 60 chilometri. Tutto con mezzi acquistati e mantenuti a proprie spese.

Zaheer guadagna circa 1.500 euro lordi al mese. Ne spende 250 per un posto letto in un appartamento condiviso con altri otto connazionali. Mille euro partono ogni mese per il Pakistan, dove vivono la moglie e i due figli. Anees non chiede altro che «una paga più alta»: «Siamo esposti ogni giorno al freddo, alla pioggia, d’estate al caldo soffocante».

La condizione di maggiore fragilità riguarda chi è in attesa del rinnovo del permesso di soggiorno. Seye vive a Castellanza, a 35 chilometri da Milano. Spende 200 euro di treno, 300 di affitto e 300 per aiutare la famiglia in Nigeria. «Per mangiare e tutto il resto mi restano circa 100 euro al mese».

Il controllo sul lavoro è continuo. Con il sistema del “free login”, introdotto da Glovo nel 2024, i turni sono stati eliminati ma il vincolo è rimasto. Ad agosto il Tribunale di Milano ha stabilito che i rider, pur senza turni formali, sono soggetti a geolocalizzazione, istruzioni operative e criteri di gestione imposti unilateralmente: elementi che configurano lavoro subordinato.

Abdul racconta cosa è cambiato: «Le condizioni lavorative sono peggiorate. Non vediamo più lo storico delle consegne e non possiamo verificare la retribuzione. È tutto basato sulla fiducia». Dabore ha visto i guadagni calare e ha provato a lavorare nella logistica, finché il contratto non è scaduto.

Chowdhury spiega di essere «sempre geolocalizzato»: «Se faccio ritardo chiamano per chiedermi di accelerare». Lo stesso riferiscono Ahmed, Muhammad e Anjam. Per la Procura si tratta di un lavoro “integralmente governato dall’app”, con monitoraggio continuo e gestione algoritmica della prestazione.

Se accade un imprevisto, non esistono tutele. Emmanuel ha subito il furto della batteria della bici elettrica e ha dovuto ricomprarla, spendendo 800 euro. «Non siamo pagati se siamo malati. Per loro siamo numeri». Un’espressione che ritorna anche nelle parole di Obijiaku.

Nel decreto di commissariamento, Paolo Storari parla di uno sfruttamento “perpetrato da anni” e di retribuzioni “sproporzionate rispetto alla quantità e qualità del lavoro prestato”. La gestione giudiziaria, affidata al commercialista Andrea Adriano Romanò, punta a intervenire sul sistema nel suo complesso, non sulle singole responsabilità individuali.

Non è la prima volta. Nel 2020, una precedente indagine dello stesso pm aveva portato al commissariamento della filiale italiana di Uber per il food delivery. Nel febbraio 2025, un’ex manager ha patteggiato. Un precedente che oggi torna come monito: il problema non è episodico, ma strutturale.

Ciro Crescentini

Tags: abuso lavoro migranticaporalato food deliveryciclofattorini Milanocommissariamento azienda food deliverycondizioni lavoro fatte appconsegne bici Milanocontrollo giudiziario Foodinhodiritti lavoratori riderFoodinho Glovofree login Glovogeolocalizzazione riderindagine pm Storarilavoro autonomo mascheratolavoro h24 deliverylavoro subordinato appretribuzione sotto soglia povertàrider Milanosalari rider Glovosfruttamento lavorativo
Previous Post

Sanità Campania, Fico incontra i direttori ASL: focus su Case e Ospedali di comunità

Next Post

Bambini al centro: domani su Radio Amore Campania la nuova puntata di “Napoli: meraviglie e contraddizioni”

Next Post
Bambini al centro: domani su Radio Amore Campania la nuova puntata di “Napoli: meraviglie e contraddizioni”

Bambini al centro: domani su Radio Amore Campania la nuova puntata di “Napoli: meraviglie e contraddizioni”

🕐 Aggiornato il: 09/02/2026 alle 23:42

Le news in evidenza

  • Crisi Electrolux, tregua di 50 giorni: sospesi i 1700 esuberi annunciati in Italia 15 Giugno 2026
  • Le Baccanti di Euripide inaugurano Pompei Theatrum Mundi 2026 con la regia di Theodoros Terzopoulos 15 Giugno 2026
  • Campi Flegrei, stop alla Linea 2 per accumuli di CO2: vertice in Prefettura a Napoli 15 Giugno 2026
  • Napoli Servizi, 187 assunzioni sotto accusa: perché Filcams CGIL e il consigliere Rosario Andreozzi tacciono? 15 Giugno 2026
  • Accordo USA-Iran: annunciata la pace, firma prevista in Svizzera 15 Giugno 2026
  • Diritto alla salute e sanità pubblica: il 17 giugno incontro della CGIL Campania a Napoli 14 Giugno 2026

ILDESK è una testata giornalistica registrata

Direttore responsabile Ciro Crescentini. Registrata presso il Tribunale di Napoli n.32 dell’ 08/07/2013. Editore Immediate Media Srl – P.iva 05656330650 Contatti: [email protected]

  • Redazione
  • Cookie Policy
  • Copyright

© 2013 - 2026. Tutti i diritti riservati Il Desk - Made with ❤ in Italy by IMMEDIATE Media Group.

Gestisci Consenso
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Visualizza le preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}
No Result
View All Result
  • Campania
    • Napoli
    • Salerno
    • Avellino
    • Benevento
    • Caserta
  • Attualità
  • Sport
  • Arte e Cultura
  • Musica e Spettacoli
  • Economia e Società
  • Rubriche

© 2013 - 2026. Tutti i diritti riservati Il Desk - Made with ❤ in Italy by IMMEDIATE Media Group.