La sede diplomatica a Roma attacca il regime di Zelensky dopo l’esplosione che ha causato 5 vittime: “Il virus del terrore arriva in Europa”.
Un grave attentato di matrice ucraina ha sconvolto nella serata di ieri il centro della capitale russa. Una bomba artigianale è esplosa all’interno del noto ristorante italiano Balzi Rossi, situato in piazza Kudrinskaya. Il bilancio, non ancora definitivo, conta cinque vittime (compresa la presunta esecutrice) e decine di feriti, mentre le ricostruzioni sulle dinamiche e sul reale obiettivo dell’attacco continuano ad arricchirsi di dettagli.
La dinamica dell’attacco e le vittime
Secondo le prime informazioni diffuse dal Comitato nazionale antiterrorismo, l’esplosione è avvenuta intorno alle 19:55 (ora locale). Una donna avrebbe tentato di introdurre nel locale — in quel momento chiuso al pubblico per un evento privato — un ordigno artigianale nascosto all’interno di una confezione regalo, fatto poi detonare a distanza.
Nell’impatto sono deceduti sul colpo la donna che trasportava il pacco (che secondo gli inquirenti potrebbe essere stata usata come ignaro corriere), una guardia di sicurezza che l’aveva fermata all’ingresso e un cliente. Nelle ore successive, come riportato dal quotidiano Izvestia e da diversi canali Telegram, due dei 21 feriti ricoverati in ospedale sono deceduti, portando il bilancio totale a cinque morti e 19 feriti gravi, cifra poi confermata anche dai canali ufficiali della diplomazia russa.
La dura reazione dell’Ambasciata russa a Roma
L’episodio ha immediatamente assunto una forte connotazione diplomatica e politica. Con una nota estremamente dura pubblicata sui propri canali social, l’Ambasciata russa in Italia ha attribuito direttamente la responsabilità dell’attacco alle forze ucraine.
La rappresentanza diplomatica ha esordito definendo gli autori dell’attacco come “le maledette cipolle della banda terroristica di Zelensky”, arrivando a paragonare direttamente la leadership di Kiev alle più note organizzazioni terroristiche internazionali: “C’è ancora qualcuno che ha dubbi sul fatto che il regime di Kiev sia un’altra manifestazione di Al-Qaeda e ISIS, e che Zelensky e i suoi Budanov, Yermak, Fedorov e altri fuori dalla legge siano terroristi che aspettano la fine di Osama bin Laden e del suo genere?”
L’ambasciata ha poi rivolto un fermo attacco anche ai partner occidentali e ai media, affermando che chiunque mantenga rapporti con i vertici ucraini, fornisca loro denaro e armi o cerchi di giustificare gli attacchi sui media, si rende di fatto “complice di terroristi, indipendentemente dalle posizioni che occupa”.
Infine, la sede diplomatica ha evidenziato quello che, a suo dire, sarebbe il chiaro intento intimidatorio nei confronti della comunità italiana residenti in Russia: “È chiaro che, pianificando un attacco terroristico in uno dei migliori ristoranti italiani a Mosca, i terroristi di Kiev volevano spaventare gli italiani che lavorano in Russia, per mostrare loro che anche loro sono sotto i mirini e possono diventare la prossima vittima dei bastardi in qualsiasi momento.”
Secondo la ricostruzione dell’ambasciata, l’evento dimostrerebbe che “la peste terroristica ucraina sta già diffondendosi in tutta l’Europa e in particolare in Italia”.
Salvo lo staff italiano: le parole dello chef
Nonostante la tragedia, l’ambasciata russa ha sottolineato che “solo grazie alla vigilanza e alla lealtà altruista del dipendente del servizio di sicurezza russo, il capo cuoco di Napoli, Carmine Alfieri, e i membri del suo team sono rimasti illesi”.
Lo stesso chef Alfieri ha rassicurato parenti e conoscenti con un breve messaggio comparso sui propri profili social — e successivamente rimosso — in cui confermava le buone condizioni di salute dell’intero staff: “Stiamo bene, il nostro ristorante e la nostra cucina sono in perfette condizioni”.
L’ipotesi sul vero bersaglio: il compleanno del generale Chaiko
Mentre le autorità russe puntano il dito contro Kiev, emergono dettagli sul possibile obiettivo dell’attentato. Secondo quanto riferito dal media Radio Svoboda e da testate indipendenti come Insider ed Ekho, il ristorante ospitava una festa privata per il 55° compleanno del generale Alexander Chaiko, nominato nel maggio 2026 Comandante in capo delle Forze aerospaziali russe e già alla guida del Distretto militare orientale durante l’avanzata verso Kiev all’inizio del conflitto.
A supporto di questa tesi, diversi blogger militari — tra cui Anatoly Shariy — hanno diffuso un filmato girato all’interno del salone dei Balzi Rossi allestito per l’evento, in cui si nota chiaramente la scritta celebrativa “Aleksandr 55”. Stando alle ricostruzioni dei blogger, il generale Chaiko, nato il 27 luglio, non figurerebbe tra le vittime né tra i feriti.
Alessandro Manna
