Brexit, l’Ue in pressing per uscita rapida. Il Parlamento europeo: “Regno unito fuori alla svelta”

Il presidente della commissione Juncker: “Rspettare il voto” del referendum e trarre le conseguenze”. Cameron: “Non vi voltiamo le spalle”

Pressing dell’Ue sulla Gran Bretagna dopo la Brexit e in vista del summit Ue di questo pomeriggio, il primo dopo l’esito del referendum. Il presidente Jean-Claude Juncker sottolinea la necessità di “un chiarimento” britannico e avverte: “la commissione continuerà sulla sua strada”, stop, inoltre ai colloqui informali prima della formalizzazione del risultato del voto popolare con la richiesta di uscita. Stessa linea da Angela Merkel: “nessun colloquio senza richiesta uscita”. “L’ora è grave” – ha detto Juncker – ma “io sono allergico alle incertezze” e quindi “vorrei che la Gran Bretagna rispettasse la volontà del popolo britannico senza nascondersi dietro giochi a porte chiuse”. “Sono sorpreso di vedere che io, proprio io che in Gran Bretagna vengo dipinto come tecnocrate, eurocrate e robot, voglio trarre le conseguenze del voto. E loro no?”.

Intanto il Parlamento chiede “una implementazione rapida e coerente della procedura di revoca” dell’appartenenza della Gran Bretagna alla Ue in conseguenza della decisione del popolo britannico nel referendum. La plenaria straordinaria ha approvato la risoluzione bipartisan a larghissima maggioranza con 395 voti a favore, 200 contrari e 71 astenuti.

 

“Bisogna rispettare il voto” del referendum – ha detto Juncker – e “bisogna trarre le conseguenze” e “vorrei che il Regno Unito chiarisse, non domani mattina, ma chiarisse la propria posizione”. Il presidente della Commissione in riunione plenaria ha sottolieato di non volere che “si affermasse l’idea di negoziati segreti a porte chiuse” con i rappresentanti di Londra tanto che, sottolinea, “ho vietato ai commissari di discutere con i rappresentanti del governo britannico”. “No notification, no negotiation” ha scandito. “Non è ammissibile che ora il governo britannico cerchi di avere contatti informali” con la Commissione, questo è “inammissibile” ha scandito Jean Claude Juncker aggiungendo: “Ho dato un ordine presidenziale da mufti ai miei direttori generali, di evitare ogni contatto” con i rappresentanti di Londra. “Dobbiamo costruire un nuovo rapporto con la Gran Bretagna, ma siamo noi a dettare l’agenda, non chi vuole uscire”.

“Prendiamo atto che la Gran Bretagna non ha ancora presentato richiesta formale di uscita, ma la Gran Bretagna prenda atto che nessun colloquio informale potrà partire prima”. Lo ha detto Angela Merkel intervenendo al Bundestag nella comunicazione del governo sulla Brexit. La cancelliera ha aggiunto che il quadro delle procedure per l’uscita é già tracciato nell’articolo 50 del trattato di Lisbona.

“Voglio che sia un processo il più costruttivo possibile, con un risultato il più costruttivo possibile, perché lasciamo la Ue, ma non voltiamo le spalle alla Ue, con questi Paesi siamo partner, amici, alleati, vogliamo il rapporto più stretto possibile in termini di commercio, cooperazione e sicurezza”, ha detto il premier britannico David Cameron entrando al vertice sulla Brexit.

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