Benigni, Renzi e Lorenzin: Report sotto attacco. Grillo: “Libera informazione è intoccabile”

Gli attacchi dopo la puntata di lunedì sera. Due i fronti di polemica: uno riguarda i vaccini, l’altro l’inchiesta sui finanziamenti allo spettacolo con la querela del premio Oscar

Benigni, i renziani, il ministro Lorenzin. Tutti contro Report dopo la puntata di martedì sera. Due i fronti di polemica: uno riguarda i vaccini, l’altro l’inchiesta sui finanziamenti allo spettacolo con la querela di Roberto Benigni e della moglie Nicoletta Braschi contro il programma.

 

Attacca la ministra della Salute: “Diffondere paura propugnando tesi prive di fondamento e anti scientifiche è un atto di grave disinformazione ed è quanto ha fatto ieri sera la trasmissione di Rai3 Report, dedicata al vaccino contro il Papilloma virus, il primo vaccino contro il cancro che l’uomo è riuscito a produrre”. Lorenzin sottolinea che si tratta di un vaccino “sicuro e di grande efficacia, a differenza di quanto è stato fatto affermare sulla tv pubblica, senza alcun contraddittorio”. Report “ha dato spazio a teorie prive di base scientifica – sostiene la nota del ministro – instillando timore nei confronti di una pratica sicura, efficace e in grado di salvare migliaia di donne da un cancro aggressivo e spesso mortale. I più grandi virologi mondiali affermano che le evidenze scientifiche dimostrano in maniera inoppugnabile come l’anti Hpv sia dotato di un ottimo profilo di sicurezza e di una straordinaria efficacia”. Da Renzi e dai renziani è un coro contro la trasmissione. “Completamente d’accordo con il professor Burioni” scrive Matteo Renzi su facebook linkando sulla sua pagina l’intervento del virologo Roberto Burioni che aveva attaccato la trasmissione. Il presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini twitta: “Mentre tornano a far paura malattie debellate da decenni a causa di stregoni da web e disinformazione sui vaccini, ci mancava solo #report”. Il sentore Francesco Verducci, vicepresidente della Commissione di Vigilanza Rai, annuncia un’interrogazione parlamentare.

 

 

 

Poi c’è il caso Benigni. In una nota, l’avvocato Michele Gentiloni Silveri comunica di “aver ricevuto mandato di sporgere querela presso la Procura della Repubblica di Roma nei confronti dei dott.ri Giorgio Mottola e Sigfrido Ranucci, nonché di chiunque altro abbia con loro concorso o cooperato, in relazione alle notizie false e gravemente diffamatorie diffuse nel corso della puntata”.

Nell’inchiesta trasmessa ieri, Report ha raccontato la vicenda degli studi di Papigno, in Umbria, dove Benigni ha girato La vita è bella e Pinocchio. Un polo cinematografico che – secondo il programma di Rai3 – avrebbe goduto di 16 milioni di euro di finanziamenti pubblici.

“Quello che contestiamo – spiegano i legali del Premio Oscar – è che l’operazione imprenditoriale si sia basata su fondi pubblici e che Benigni sia poi ‘scappato’ per non sopportarne i costi. In realtà non è vero che l’operazione ha goduto di finanziamenti pubblici, perché la ristrutturazione è stata fatta a spese di Benigni. E non è vero che il nostro cliente è scappato di fronte al mancato rilancio di Papigno, quando poi gli studi sono stati rilevati da Cinecittà Studios, società di Luigi Abete, Aurelio De Laurentiis e Andrea Della Valle. La ristrutturazione è costata 7,4 milioni a carico di Benigni; Cinecittà Studios ha ‘comprato’ 5 milioni di credito; Benigni deve ancora riscuotere 1,1 milioni. Dunque ci ha rimesso. Lo stesso Benigni ha detto ai microfoni di Report ‘Non si sa quanti soldi ci ho perso'”.

Ad entrambe le accuse replica Sigfrido Ranucci, curatore e conduttore del programma di Rai3. “Report non ha mai messo in dubbio l’utilità dei vaccini… Ho detto subito, all’inizio della puntata, che i vaccini sono utilissimi.. Abbiamo parlato – spiega Ranucci – di come funziona la farmaco-vigilanza: entro 36 ore le eventuali reazioni avverse ai vaccini vanno segnalate, ma questo non sempre accade e lo dimostrano le testimonianze che abbiamo raccolto. E abbiamo dato conto del reclamo presentato da alcuni scienziati danesi, relativo al vaccino contro il papilloma virus, che è stato accolto dal Mediatore europeo, un organo pubblico che ha il compito di vigilare anche sui metodi con cui entrano sul mercato i vaccini. Ho anche detto chiaramente che l’unico modo per zittire chi è contrario ai vaccini è proprio una maggiore trasparenza e la lotta alla corruzione”. E sul comico toscano:  “Non abbiamo mai detto che Benigni ha usufruito di finanziamenti pubblici per ristrutturare gli studi di Papigno. I 10 milioni di fondi pubblici, citati dal sindaco di Terni, sono serviti per bonificare e sistemare il contesto intorno all’operazione”.

Con il programma di Rai Tre si schiera Beppe Grillo, che lancia l’hashtag #IoStoConReport: “Il Pd non è intoccabile. L’Unità non è intoccabile. Benigni non è intoccabile. L’Ema non è intoccabile. La libera informazione invece è intoccabile. Reportn non chiuderà a causa della censura di regime che contamina altri programmi Rai (come il TG1), il Pd impari a rispettare l’informazione indipendente”.

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