Appello Comitato Rodotà: “No a proroghe dello stato di emergenza”

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

L’Osservatorio Permanente sulla Legalità Costituzionale istituito presso il Comitato Rodotà, ha inviato il 10 luglio 2020 una lettera al Presidente della Repubblica Mattarella, quale garante del rispetto della Costituzione, illustrando i motivi per i quali la proroga dello stato di emergenza, allora paventata dal Presidente del Consiglio, sarebbe in contrasto con la Costituzione.

In primo luogo, si è evidenziato che lo stato di emergenza è un istituto tratto dal Codice della Protezione Civile e che può essere adottato soltanto in situazioni di pericolo grave ed imminente per la popolazione. E’ strumento atto a consentire lo stanziamento di risorse, prevalentemente finanziarie, necessarie ad intervenire tempestivamente, con aiuti e soccorsi, nei territori interessati da un cataclisma o altro fenomeno naturale, ma nulla ha a che vedere con la compressione, protratta nel tempo oltre ogni tollerabilità, di diritti e libertà fondamentali, come sta invece accadendo nel nostro Paese.

In secondo luogo l’Osservatorio ha evidenziato che mancherebbero, in ogni caso, le condizioni per un simile provvedimento, posto che la situazione epidemiologica del Paese è del tutto sotto controllo, e che infine l’Italia non ha mai provveduto ad effettuare le notifiche al Consiglio d’Europa ai sensi dell’art 15 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo. In base alla Convenzione, ratificata dall’Italia, non è consentita alcuna deroga ai diritti fondamentali dell’individuo , se non in stato di guerra o di altro pericolo pubblico idoneo a minacciare la vita della Nazione, ed anche in quei casi qualunque misura eccezionale che comprima i diritti fondamentali dei cittadini deve mantenersi nei limiti della stretta necessità.

L’Osservatorio ha invitato i cittadini, attraverso una petizione pubblica, a prendere visione di tale documento, e ad aderirvi mediante sottoscrizione. Sono state raccolte, nell’arco temporale di pochi giorni, 42.219 firme, che dimostrano come anche la cittadinanza viva come una intollerabile prevaricazione la continua minaccia di estensione temporale, al di là di ogni legittimità costituzionale, di stati di emergenza che altro non sono se non una sospensione sine die della Democrazia. Laddove dovesse essere nuovamente prorogato lo stato di emergenza si renderebbe necessaria un’ulteriore sospensione delle elezioni, considerato il precedente costituito dalla sospensione del referendum indetto per il 29 marzo 2020, determinando la proroga dell’emergenza la medesima compressione dei diritti civili e politici che indussero il Governo e il Presidente della Repubblica a sospendere i comizi elettorali già indetti, con conseguenze gravissime sulla tenuta democratica del Paese.

L’Osservatorio permanente sulla Legalità Costituzionale

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