La politica dei musei in Italia, le proposte degli esperti al Suor Orsola Benincasa

La conferenza tenuta da Barbara Jatta e Paolo Giulierini, direttori dei Musei Vaticani e del Mann ha inaugurato l’anno accademico 2016-17 della Scuola di Specializzazione in beni archeologici delle Università “Suor Orsola Benincasa” e “Luigi Vanvitelli”

Un’interessante lectio magistralis sull’attuale politica dei musei italiani rivolta agli specialisti del futuro. L’anno accademico 2016-17 della Scuola di Specializzazione in beni archeologici delle Università “Suor Orsola Benincasa” e “Luigi Vanvitelli” è’ stato inaugurato presso la Biblioteca Pagliara dell’Ateneo di Corso Vittorio Emanuele, alla presenza dei rettori e del collegio docenti, con una conferenza tenuta da due importanti ospiti: Barbara Jatta, direttrice dei Musei Vaticani, e Paolo Giulierini, direttore del Museo archeologico nazionale di Napoli.

“Si tratta per me oggi di un felice ritorno al Suor Orsola, avendo in passato insegnato qui storia delle tecniche grafiche  – ha così esordito Barbara Jatta – Nella mia esperienza di direttrice che ho iniziato da soli 8 mesi, ho pensato di trasferire sin da subito le mie competenze acquisite come responsabile della Biblioteca Apostolica Vaticana. Tra i primi provvedimenti, ad esempio, ricordo la creazione di un catalogo on line delle opere custodite e visibili al pubblico: un grande atto di sensibilità verso studiosi e ricercatori che sarà ultimato entro la fine del 2017 e che intendo estendere anche ai pezzi ancora in deposito. Oltre a continuare l’importante attività di divulgazione dei Vaticani sui mass media svolta già dai miei predecessori – ha proseguito Jatta – ho garantito lo stanziamento di 50 000 euro per la manutenzione ordinaria di tutte le sale: una necessità, questa, sempre più impellente a fronte della progressiva crescita del numero di visitatori. Tra gli obiettivi futuri – ha poi concluso la direttrice – c’è sicuramente la riduzione delle file chilometriche all’ingresso attraverso il potenziamento della modalità di acquisto sul sito internet nonché una migliore valorizzazione di talune sezioni come l’Etrusca, la Gregoriana e l’Etnologica”.

Paolo Giulierini, direttore del Mann, ha posto l’accento nel suo intervento sul rapporto tra l’ente museo, la sua storia e quella della comunità in cui si trova: “Sin da quando mi sono insediato ho cercato da un lato di riscoprire le radici dell’Archeologico risalendo sino ai suoi fondatori, i Borbone; dall’altro, di rafforzare il legame tra il museo e la società civile. In virtù di una parziale autonomia di cui anche il Mann gode grazie alla recente riforma del Mibact – ha evidenziato Giulierini – è stato redatto un piano strategico (2016-19), ovvero una precisa dichiarazione d’intenti, supportata da un’adeguata copertura finanziaria e verificabile da report che saranno effettuati secondo determinate scadenze. Un museo non può non dialogare con il territorio che lo circonda: in quest’ottica stiamo cercando, pertanto, di avvicinare  un pubblico quanto più vasto possibile, soprattutto i giovani mediante iniziative come il Festival delle arti che si terrà ad aprile e l’uso dei fumetti e di un videogame che sarà a breve disponibile sugli smartphone”. Terminando il suo intervento Giulierini ha annunciato in anteprima alla folta platea di docenti e studenti uno dei suoi prossimi provvedimenti: “Vorrei trasformare i sotterranei del museo in una sorta di “shop” che non sia solo un grande bar/ristorante ma che possa rappresentare in primo luogo una vetrina per le eccellenze della produzione gastronomica ed artigianale partenopea”.

Angelo Zito

Condividi sui social network
  • gplus
  • pinterest