Il Parco reale aperto prima dell’alba ha accolto migliaia di persone tra musica, danza e natura. Grande successo per il secondo appuntamento dell’estate
Un’alba speciale, vissuta nel cuore del Parco reale, e un nuovo record di presenze. Sono stati oltre 3.500 i visitatori che questa mattina hanno scelto di partecipare al secondo appuntamento di “Alba alla Reggia”, l’iniziativa promossa dalla Reggia di Caserta per offrire al pubblico un modo completamente diverso di vivere il monumento e i suoi spazi verdi.
L’apertura straordinaria è scattata alle 4.30, quando il cielo iniziava appena a schiarirsi. Il fresco delle prime ore del giorno ha fatto da cornice a un’esperienza costruita tra natura, musica, racconti e danza, con percorsi nel Bosco vecchio e nel Giardino Inglese.

Il programma artistico ha preso il via con le esibizioni di Progetto Sonora e del Sonora Wind Trio, composto da Antonio Puzone al clarinetto, Simona Amazio al corno e Alfonso Valletta al fagotto, con la voce narrante di Antonio Torino.
Alle 6.15, nei pressi della statua della Pettinatrice, i partecipanti hanno ripercorso la storia e le origini del Parco reale attraverso un itinerario narrativo accompagnato dalle musiche di Crusell. Un’ora e un quarto più tardi l’attenzione si è spostata verso la Serra Grande del Giardino Inglese, dove le note di Gassmann hanno introdotto letture dedicate alla storia del giardino.
A chiudere la mattinata è stata la danza dell’Associazione Arabesque, con le coreografie di Annamaria Di Maio e le esibizioni di Francesca Ferraresi, Elisea Scagliarini, Giada Tibaldi e Marco Munno, sulle musiche di Mozart e Crusell.

Un successo che conferma la crescente attenzione verso questo format. “L’edizione di fine agosto è stata un successo oltre ogni aspettativa”, sottolinea il direttore generale ad interim Antonio Tarasco, evidenziando l’aumento di circa mille visitatori in un solo mese. L’obiettivo, ora, è guardare oltre e immaginare nuove aperture e iniziative più ampie. Perché, come ricorda Tarasco, la Reggia non è soltanto patrimonio di Caserta, ma un bene che appartiene al mondo intero.
Alessandro Manna
