Duro affondo dell’USB e della rete civica contro le misure del governo per gli sfollati e la mancanza di tutele reali per i lavoratori di Pozzuoli
La terra continua a tremare e la risposta delle istituzioni si conferma inadeguata. A lanciare l’allarme è l’Unione Sindacale di Base (USB) della Campania insieme alla rete civica locale, che in un duro documento denunciano gli effetti del recente Decreto Legge n. 144 del 7 agosto 2026. Nonostante la calura estiva, la mobilitazione popolare a Pozzuoli è stata intensa, culminando nell’assemblea partecipata dello scorso 25 agosto.
È da quel confronto che emerge il giudizio impietoso sul provvedimento: «La montagna ha partorito un topolino», denunciano i promotori della Rete “Pozzuoli esiste ancora”, che organizza la lotta dei terremotati flegrei. Prima della conversione in legge, il fronte sociale ha raccolto una serie di emendamenti urgenti.
Le richieste dal basso sono precise. Come sottolineano i promotori, servono «soluzioni immediate per gli sfollati, sicurezza delle abitazioni, sostegni a lavoratori ed attività economiche, servizi pubblici funzionanti e misure concrete per impedire lo svuotamento della città». Sotto accusa c’è anche il supporto economico attuale: «Il CAS (Contributo di Autonoma Sistemazione) non può rappresentare da solo la risposta all’emergenza abitativa». Si chiede l’attivazione di «alloggi temporanei sul territorio, accoglienza adeguata e misure capaci di mantenere unita la comunità puteolana», chiamando in causa direttamente la Regione.
La vertenza si allarga al lavoro. L’USB ha aderito con convinzione all’appello per il coinvolgimento sindacale. Come dichiara la federazione regionale, «l’USB aderisce con convinzione a questa proposta, non solo a tutela della popolazione flegrea in genere, ma in particolare a difesa dei lavoratori a cui va garantita l’occupazione, la maggiore sicurezza sul lavoro e maggiore sostegno ai salari, il blocco totale dei licenziamenti e l’introduzione di una cassa integrazione “speciale” così come venne previsto durante la crisi pandemica del Covid-19».
Il sindacato cita un precedente allarmante: «per evitare che si ripeta quanto accaduto a 20 lavoratori della Celli Group, per i cui licenziamenti si è utilizzata la questione bradisismo». Oltre agli oltre 4 mila sfollati senza una casa dignitosa, c’è il collasso dei servizi (trasporti, sanità, scuola) e la crisi della manifattura, del commercio, del turismo e della pesca.
L’USB avverte che la mobilitazione è pronta a intensificarsi: «La USB non si tirerà indietro se la lotta popolare in corso a Pozzuoli e in tutti i Campi Flegrei richiederà un nuovo sciopero generale regionale, un sciopero per un intervento straordinario dello stato, finalizzato nell’immediato a restituire la casa agli sfollati, per dare sicurezza antisismica a tutto il territorio flegreo e garanzie a tutela dei lavoratori».
Per ribadire queste istanze, l’USB rilancia l’appuntamento di «lunedì 31 agosto alle ore 12.30 presso la Prefettura di Napoli».
Ciro Crescentini
