Venerdì 12 luglio presidio di lotta e di solidarietà
Ancora un suicidio nel carcere di Poggioreale. Ciro M., 38 anni, è morto in una cella del padiglione Napoli. Lo ha trovato impiccato il cognato detenuto nella stessa cella. “Si tratta del terzo suicidio nelle carceri campane quest’anno, il 23 esimo in Italia nel 2019. Non si può morire di carcere e in carcere” – afferma Samuele Ciambriello, garante per i diritti dei detenuti in Campania. Un altro dramma. Sulla vicenda scende in campo un comitato di lotta dei parenti e amici dei detenuti a Poggioreale, Pozzuoli e Secondigliano. “Specie nelle condizioni di sovraffollamento attuali, l’estate è il periodo di sofferenza fisica e psichica maggiore dell’anno, in cui sopravvivere tra quelle pareti diventa assolutamente insopportabile. E’ il periodo dell’anno in cui si concentra la maggior parte dei suicidi – evidenziano in una nota – L’amministrazione lo sa. Il Dipartimento di Amministrazione Penitenziaria lo sa. Il Ministero della Giustizia lo sa. Tutti e tutte lo sanno. Ciononostante, nessuno ne parla. Queste morti si aspettano e basta.
Il nostro abbraccio va ai familiari di questa ennesima vittima – la cui identità è ancora ignota – dello Stato e del sistema carcerario. Soltanto una prospettiva di cambiamento attraverso la lotta collettiva potrà evitare quello che ogni estate sembra diventata la ordinaria gestione delle eccedenze”. Venerdì 12 luglio, alle 18.30 è stato organizzato un presidio di lotta davanti al carcere di Poggioreale per esprimere solidarietà alle persone care, ai compagni della vittima e a tutti i detenuti.
